L’anno nuovo non comincia soltanto a gennaio.
Anche settembre può essere considerato un inizio: dopo l’anomalia delle ferie estive, si ritorna alla routine di sempre.
Vale anche per chi le ferie le ha fatte a maggio, oppure le farà a novembre: settembre, con l’autunno, porta con sé per tutti la sensazione di ricominciare, retaggio degli anni che abbiamo trascorso sui banchi di scuola.
E con un nuovo inizio arrivano puntuali anche i buoni propositi per migliorare sé stessi e la propria vita.
Per le persone normali, il più classico è quello di rimettersi in forma, che si traduce in abbonamenti annuali alle palestre (abbandonate dopo due o tre sedute), diete disintossicanti (interrotte per mancanza di tempo e abbondanza di kebabbari vicino casa), o magari corsi di yoga e meditazione (alla prima lezione ci si prende già a botte per il posto davanti all’insegnante).
Un altro molto gettonato è quello di dedicare più tempo alla famiglia (dalla quale scappare il prima possibile appena si avvia una discussione sull’attualità politica) e agli amici (dai quali scappare il prima possibile appena si avvia una discussione sulla famiglia).
I lettori*, invece?
*Se considerate i lettori “persone normali”, si vede che non ne conoscete.
Anche noi siamo umani, dopotutto (preferiremmo essere Elfi o Draghi, ma tant’è), quindi anche noi in questo periodo stiliamo la lista dei buoni propositi per il nuovo anno accademico.
Ecco alcuni dei più comuni, e il modo in cui vengono affrontati.
Non comprare più libri finché non abbiamo letto quelli già acquistati
È il proposito più gettonato.
Tutti noi lettori lo abbiamo fatto almeno una volta nella vita.
A gennaio.
Almeno una volta a settembre.
E dopo il Salone del Libro, a maggio.
Anche dopo esser entrati in quella libreria carina che non avevamo mai visto.
E dopo aver trovato l’ultima edicola aperta in Italia.
L’abbiamo fatto dopo che ci hanno regalato i buoni per l’acquisto di libri al compleanno.
E a Natale.
Dopo i saldi estivi e dopo i saldi invernali.
Dopo i Prime Days.
Lo abbiamo fatto un giorno sì e l’altro pure.
Non siamo mai riusciti a portarlo a termine.
Leggere di più
Un altro must.
Meno della metà della popolazione italiana legge almeno un libro all’anno.
È giusto ripromettersi di dedicare una maggiore fetta del nostro tempo alla cultura.
L’unico dettaglio è che questo proposito viene formulato di solito da chi ha già letto 126 libri alla fine di agosto, perché l’obiettivo che aveva impostato a gennaio su Goodreads era di 350 e perché ha visto su Instagram una tizia che ne ha già letti 287.
Leggere di meno
Contro la FOMO, contro la performance a ogni costo, contro le imposizioni degli algoritmi dei social network, controcorrente, un manipolo di coraggiosi lettori tenta di muoversi in direzione ostinata e contraria.
Parlano di rallentare il ritmo, di trovare i propri tempi e i propri spazi, di dedicarsi ad altro, che sia il giardinaggio o l’uncinetto: sono i nuovi figli dei fiori nel XXI secolo.
Finiscono solo il libro che stanno già leggendo.
In realtà ne stanno leggendo quattro, ma non importa, tanto sono gli ultimi.
Ci aggiungono giusto quello che hanno ricevuto al compleanno dalla migliore amica, sennò ci resta male.
E quello che volevano leggere da anni, ma era esaurito e finalmente lo hanno ristampato.
Anche quello da cui hanno tratto la serie TV, sennò poi come fanno a vederla?
Alla fine dell’anno, hanno letto quasi trecento libri.
Meno tempo per i social, più tempo per i libri
Basta BookTok, basta Bookstagram, basta Goodreads.
Tutto tempo sprecato che potrebbe essere impiegato per leggere.
Ecco, magari solo un poco, giusto per parlare con qualcuno di quel libro che ci ha tenuto svegli la notte per arrivare alla fine, di quello che ci ha fatto piangere, di quello che ci ha fatto ridere.
Un pochino anche per nuovi consigli, da dare e da ricevere, sui libri da leggere, visto che ne abbiamo pochi in wishlist (solo 500, o giù di lì).
Ma sì, altri cinque minuti per informarsi sulla prossime fiera, o sulla prossima presentazione, o su quell’evento con quell’autore che ci piace tanto.
Ah.
Sono le due e venticinque del mattino.
Forse è ora di andare a dormire, il libro si può leggere domani.
Leggere i grandi classici della letteratura
Ogni lettore ha qualche titolo in libreria che non ha mai trovato il tempo, o la voglia, di prendere in mano.
Si è sempre sentito in colpa, perché tutti dicono che proprio quel classico è imprescindibile per ogni lettore che si rispetti.
E tutti vogliamo essere “lettori che si rispettino” (qualunque cosa voglia dire).
Settembre e l’arrivo dell’autunno sembrano davvero il momento perfetto per mettersi in pari con la storia della letteratura.
Un pomeriggio tranquillo, quando il lavoro è finito, la casa è pulita, i gatti dormono e una gentile pioggerellina scende a rinfrescare l’aria (scusate, mi piace sognare l’impossibile).
È il momento ideale per prelevare Guerra e Pace dall’apposito ripiano in calcestruzzo della libreria e trasportarlo con un paranco fino alla poltrona più comoda del salotto.
Sul tavolino di fianco è appoggiata una tazza fumante di tè alla vaniglia, con un vassoio di biscotti al cioccolato comprati nella migliore pasticceria della città.
La perfezione.
Quando ci sediamo, però, ci accorgiamo che sulla poltrona è abbandonato l’ultimo acquisto: un libro che narra la storia di un Fae e di un Vampiro che devono salvare il mondo aprendo una panetteria, mentre ciascuno si innamora degli addominali dell’altro.
È lì che anche il paranco cede.
Guerra e Pace precipita sul pavimento e si va a posare con leggiadria nella camera da letto della signora ultranovantenne che abita al piano di sotto.
Magari lei lo leggerà.
Conclusione
In sostanza, noi lettori, non formuliamo buoni propositi inerenti alla forma fisica, o alla vita sociale, ma solo e unicamente intorno alla nostra passione e ragione di vita: i libri.
C’è però una cosa che abbiamo in comune con le persone normali.
Né noi, né loro, alla fine, riusciamo a rispettare i buoni propositi.
Pazienza.
Ci riproveremo tutti a gennaio, come sempre.
Articolo a cura di Hypatia



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