La magia non esiste? O forse sì – Il quadrato dei sette di Laura Shepherd-Robinson

La magia non esiste.

Non abbiatene a male per quest’affermazione: se a otto anni avete scoperto che Babbo Natale in realtà erano i vostri genitori, in età adulta dovreste già sapere che anche tutte le altre forme di magia non sono altro che invenzione.

Nel mese dedicato ai tarocchi, affidare un articolo a una scettica certificata, la cui unica religione è la ricerca scientifica, appare una mossa quantomeno azzardata.

Ma la magia davvero non esiste?

Eppure… siamo davvero sicuri che la magia non esista proprio? Possono anche le più granitiche certezze rischiare di sgretolarsi?

Un libro è riuscito a mettermi addosso qualche dubbio sulla validità della lettura delle carte: si tratta de Il quadrato dei sette, di Laura Shepherd-Robinson (Neri Pozza, 2023).

La storia della protagonista Red ruota proprio attorno alla sua abilità di cartomante, specializzata nel leggere il futuro tramite un antichissimo metodo, appunto il “quadrato dei sette” del titolo, di cui suo padre possedeva il segreto, tramandato a lei dopo la sua morte.

Il libro è strutturato in quattro parti, ciascuna dedicata a una lettura del quadrato dei sette per un personaggio chiave della storia. Ogni capitolo, in apertura, è rappresentato da una carta del quadrato, con la spiegazione di ciò che significa, e le vicende che vi si svolgono sono correlate a quel significato in modo preciso e inquietante.

La storia

Red, che racconta le sue vicende in prima persona, inizia la sua storia come ragazzina girovaga a seguito del padre cartomante. Dopo la morte di quest’ultimo, viene adottata da un gentiluomo di Bath e prende il nome di Rachel Antrobus.

Questa fase della sua vita terminerà bruscamente e Red/Rachel si ritroverà, da ragazza dell’alta società di provincia, a essere una giovane in fuga. Troverà rifugio a Londra, in uno spettacolo di strada, dove comincerà a lavorare proprio grazie alle sue capacità di cartomante.

Le previsioni di Red sembrano essere accuratissime e iniziano ad attirare l’attenzione di sempre più persone, in particolare quella di due famiglie aristocratiche in lotta per l’eredità: un’eredità che potrebbe coinvolgere la protagonista per via dell’identità sconosciuta di sua madre, morta dopo averla data alla luce.

Ci sarà qualcosa di reale nelle capacità divinatorie di Red e delle sue carte?

Addentrandosi sempre di più nel libro, si è portati a credere che Red sia veramente una maga in grado di scrutare nel destino delle persone, ma lo scetticismo permane. Alcuni personaggi credono davvero ai suoi poteri, mentre altri la ritengono una truffatrice che vuole soltanto impossessarsi dell’ingente patrimonio delle famiglie che se lo contendono.

In particolare, il contraltare alla narrazione di Red è dato da quella di Lazarus Darke, il punto di vista in terza persona di alcuni capitoli, che è chiamato a indagare proprio sulla veridicità del passato di Red e quindi sulla sua pretesa all’eredità.

È lui la voce della razionalità, quella che ci porta a dubitare e a porci domande su un’abilità della protagonista che, durante il racconto di lei, ci pare indubbia.

Le carte in questo libro mistery

In questo mistery storico ambientato nell’Inghilterra del XVIII secolo, le carte vengono scompaginate a ogni capitolo (notate la metafora a tema, eh!) e il lettore ogni volta deve ricominciare a porsi domande: che cosa è vero? Chi sono i buoni? E chi sono i cattivi?

E soprattutto: la magia esiste veramente, o si tratta solo di una truffa elaborata in modo magistrale?

La costruzione di un romanzo con tante sottotrame, intrighi ed enigmi è molto complessa e il rischio è sempre quello di lasciare qualche filo scucito qua e là, di cadere in contraddizione o di generare un plot hole, che è molto peggio di un black hole, perché non inghiotte solo la luce, ma anche la fiducia del lettore.

Qui non succede.

L’autrice si districa tra i numerosi personaggi e le loro storie cucendo la trama in ogni dettaglio e lasciando al lettore gli indizi per scoprire la verità, capitolo dopo capitolo, anche se bisogna fare attenzione a come le carte influenzano la storia. O la creano. O la manipolano.

La lettura delle carte di Red è il perno attorno al quale gli eventi del libro ruotano e anche il lettore più scettico si lascia convincere quasi fino alla fine che la magia può davvero esistere.

Forse.

Di una cosa possiamo essere certi: nella realtà, la magia non esiste e la lettura dei tarocchi può (e dovrebbe) ormai essere solo considerata un passatempo curioso e non qualcosa su cui fare affidamento per le proprie scelte di vita.

E nei libri?

Chissà.

Il valore di questa lettura

Il Quadrato dei Sette ci insegna a cercare la verità fino in fondo, prima di credere alle cartomanti.

Lo stupore che ci accoglie nel finale, invece, ci dà la certezza che una vera magia esiste anche nel nostro mondo.

La magia di chi sa creare le storie che riescono a far vacillare anche le nostre più granitiche certezze.

Articolo a cura di Hypatiabees

Lascia un commento