Ciao a tutti, amici lettori.
In occasione del Pride Month voglio proporvi una riflessione su un genere narrativo, divenuto negli ultimi tempi un vero e proprio fenomeno culturale globale, che trova il suo nucleo tematico proprio nella narrazione di relazioni romantiche, affettive o sessuali tra personaggi di sesso maschile: il Boys Love (o BL).
Dando per scontato che molti di voi sappiano già di cosa stiamo parlando, permettetemi di fare lo stesso un recap per coloro a cui fosse sfuggito questo termine.
Per definizione il Boys Love è quel genere che tratta storie d’amore tra uomini scritte da donne per un pubblico prevalentemente femminile. E sebbene il fenomeno fosse inizialmente circoscritto al Giappone (luogo in cui trova i suoi natali), limitatamente alla produzione letteraria di manga o anime, in questi ultimi anni ha trovato un’enorme diffusione anche in occidente attraverso altri media come romanzi, film e serie televisive.
Tuttavia, la fruizione di queste storie ha sollevato una lunga serie di dibattiti, polemiche e considerazioni assai interessanti che avevo piacere di sviscerare insieme a voi.
Nello specifico, volevo prendere in esame uno dei più grandi successi editoriali/commerciali degli ultimi tempi divenuto poi massimo emblema del Boys Love occidentale: il romanzo Heated Rivalry, della scrittrice canadese Rachel Reid.
La storia racconta il lungo e travagliato rapporto tra Shane Hollander e Ilya Rozanov, due superstar dell’hockey professionistico rivali sul ghiaccio ma legati, in segreto, da una relazione sentimentale e sessuale destinata a durare quasi un decennio.
Ma è proprio questa vicenda, apparentemente intensa e coinvolgente, che mi porta a pormi e a porvi una domanda fondamentale: ciò che viene raccontato è davvero una rappresentazione realistica delle relazioni omosessuali maschili oppure si tratta di una fantasia romantica costruita per soddisfare specifiche aspettative emotive del pubblico?
Pertanto, quanto c’è di autentico e quanto di artificiale in una storia come Heated Rivalry?
Per rispondere a questa domanda vi suggerirei di riflettere prima di tutto su una fondamentale distinzione: quella tra verosimiglianza narrativa (quanto la storia appare credibile) e verità sociologica (quanto ciò che viene raccontato corrisponde a ciò che accade realmente nella vita delle persone).
Da notare come la questione diventi ancora più interessante se si osserva che molti degli elementi che hanno reso celebre il romanzo (e la successiva trasposizione televisiva) siano anche quelli che appaiono maggiormente inverosimili.
La costruzione di una fantasia romantica
Diversi studiosi e sessuologi hanno osservato che il fascino delle storie BL non risiede tanto nell’omosessualità maschile in quanto tale. Piuttosto, queste opere offrono alle lettrici la possibilità di rappresentare una relazione percepita più paritaria e libera dagli stereotipi di genere.
In una relazione tra due uomini viene meno la figura femminile tradizionalmente sottoposta a giudizio estetico, confronto sociale e aspettative culturali.
Secondo questa interpretazione, molte lettrici non si identificano nei protagonisti ma nel tipo di amore che essi incarnano: un amore totalizzante, esclusivo, caratterizzato da una devozione reciproca quasi assoluta.
In altre parole, il vero oggetto del desiderio non è il partner maschile ma l’intensità emotiva del legame.
Ecco perché, da questo punto di vista, Shane e Ilya non sono soltanto due uomini innamorati. Essi sono la materializzazione di un ideale romantico molto potente: essere desiderati e scelti sopra ogni altra cosa.
La prima inverosimiglianza: dieci anni di segretezza
Uno degli aspetti più difficili da accettare sul piano realistico riguarda probabilmente la durata della relazione.
Nel romanzo, due delle più grandi stelle dell’hockey professionistico riescono a mantenere occulta per circa dieci anni una relazione sessuale e sentimentale.
In un’epoca dominata dai social network, dai cellulari, dalle fotografie e dal giornalismo sportivo continuo, riuscire a mantenere un segreto di questa portata appare estremamente improbabile.
Atleti di quel livello vivono costantemente sotto osservazione: compagni di squadra, dirigenti, sponsor, giornalisti e tifosi monitorano ogni aspetto della loro vita pubblica.
Pensare che una relazione tanto intensa non venga scoperta in un periodo così lungo richiede una forte sospensione dell’incredulità.
La seconda inverosimiglianza: una ferrea volontà
Ancora più significativo appare il modo in cui i due protagonisti vivono il loro rapporto.
Shane e Ilya attraversano gran parte dei loro vent’anni vivendo in città diverse, sottoposti a pressioni professionali enormi e conducendo vite estremamente impegnative.
Nonostante questo, trovano sempre il modo di ritrovarsi e di dedicarsi l’uno all’altro.
Qui emerge una delle principali differenze tra la logica del romance e la logica della realtà.
Nella realtà, soprattutto durante la tarda adolescenza e la prima età adulta, molte persone attraversano una fase di esplorazione personale. Le priorità riguardano spesso la costruzione dell’identità, il lavoro, la carriera, le amicizie e le esperienze individuali. Le relazioni sentimentali possono essere importanti, ma raramente assumono una centralità assoluta.
La cultura dell’immediatezza
Probabilmente il punto di maggiore distanza tra Heated Rivalry e la realtà contemporanea riguarda il modo stesso di concepire le relazioni.
Nel romanzo l’amore passa attraverso una costruzione lenta. Richiede pazienza, sacrificio, rinunce e capacità di sopportare la distanza.
La cultura contemporanea sembra invece muoversi spesso in una direzione diversa.
Non intendo dire ovviamente che tutti i giovani siano egoisti o incapaci di amare, però non possiamo ignorare come oggi sia spesso più facile imbattersi in atteggiamenti orientati alla soddisfazione immediata dei propri bisogni piuttosto che alla disponibilità di costruire un progetto affettivo duraturo.
L’amore come consumo
Molte relazioni sembrano essere influenzate da una logica consumistica.
Il partner rischia di essere percepito come una fonte di soddisfazione personale: finché il rapporto produce piacere, emozione o gratificazione, esso viene mantenuto, ma quando iniziano ad emergere le difficoltà, l’insoddisfazione, la fatica e i sacrifici diventa più facile abbandonarlo e cercare altrove.
Questo fenomeno non riguarda esclusivamente i giovani né esclusivamente gli uomini, tuttavia si manifesta con particolare evidenza in una società caratterizzata dalla velocità, dall’immediatezza e dalla disponibilità quasi infinita di alternative.
La verità scomoda dietro la fantasia
Heated Rivalry potrebbe essere letto come una sorta di fiaba sentimentale moderna, non perché racconti qualcosa di impossibile, ma perché offre ai lettori ciò che nella realtà percepiscono come sempre più difficile trovare: qualcuno disposto a rimanere, a mettere il rapporto davanti al proprio tornaconto immediato, a scegliere la stessa persona ancora e ancora, anche quando sarebbe più facile fare altro.
Paradossalmente, dunque, Heated Rivalry è allo stesso tempo autentico e artificiale. Artificiale nella costruzione narrativa e nella rappresentazione delle dinamiche relazionali; autentico nella capacità di dare forma a un desiderio umano fondamentale: essere amati con costanza, lealtà e dedizione.
Come vorremmo che fosse
Shane e Ilya fanno esattamente questo: non ci offrono una fotografia fedele della realtà, ma un ideale, un’astrazione che vorremmo disperatamente si realizzasse.
Continuano a scegliere il rapporto anche quando sarebbe più semplice interromperlo. Rinunciano alla soluzione più comoda per perseguire quella più difficile.
Tuttavia proprio questa ostinazione sentimentale finisce per risultare allo stesso tempo straordinaria e, purtroppo, poco credibile.
Articolo a cura di Giordano Gambuzza



Lascia un commento