Il potere delle storie: un viaggio che non finisce mai 

Viaggiare è da sempre uno dei modi più naturali per scoprire il mondo, quando eravamo piccoli, il viaggio aveva una forma diversa: non servivano valigie né biglietti, bastava una storia. Viaggiavamo a metà tra sogno e realtà, attraversando mondi fantastici, guidati dall’immaginazione, bastava un libro, una voce, una scena, insomma bastava crederci.

“C’è un luogo dove l’infanzia non finisce.”

Grazie al MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, quel luogo esiste davvero. Il museo, emanazione della Fondazione Tancredi di Barolo, custodisce e racconta la storia dell’istruzione e della pedagogia italiana tra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento. Al suo interno convivono il Museo della Scuola e il Pop-App Museum, che comprende preziose edizioni animate.

Entrare al MUSLI significa attraversare un portale verso un altro mondo, non è solo una visita, ma un’esperienza. Un ritorno a quel modo di vivere le storie che credevamo perduto. Ed è proprio qui, nel Pop-App Museum, che venerdì 10 aprile 2026 questa atmosfera ha preso forma in un evento speciale: un incontro, realizzato in collaborazione con Patrimoni d’Arte, dedicato a Peter Pan, uno dei personaggi più iconici dell’immaginario fantastico. 

Durante la serata è stata presentata una nuova edizione illustrata di Peter Pan. Peter Pan nei Giardini di Kensington & Peter e Wendy, che riunisce in un unico volume alcune delle prime traduzioni italiane del testo di J. M. Barrie.

Il libro, pubblicato da Patrimoni d’Arte e illustrato da Maurizio Carnevali, è stato accompagnato da un intervento dedicato alla storia editoriale dell’opera in Italia.

Per l’occasione, le illustrazioni originali sono state esposte all’interno del museo, trasformando lo spazio in un luogo sospeso, dove arte e narrazione sembrano incontrarsi. 

In seguito è accaduto qualcosa di ancora più suggestivo, alcuni passi del libro hanno preso vita attraverso una performance teatrale in costume, capace di coinvolgere il pubblico in modo spontaneo e quasi inaspettato. La figura di Peter Pan è emersa con leggerezza e ironia, riportando tutti, anche solo per un attimo, in un’altra dimensione.

In quel momento, lo spazio è cambiato.
Non eravamo più semplici spettatori.

Siamo stati rapiti e trasportati in un altro mondo.

È questa la forza delle storie: la capacità di sospendere la realtà e, allo stesso tempo, renderla più intensa. Non si tratta solo di ascoltare, ma di partecipare, di lasciarsi coinvolgere, di attraversare un’esperienza.

Proprio come accadeva da piccoli.

Le storie non sono mai state qualcosa di distante.
Sono sempre state luoghi da abitare.

Eventi come questo funzionano perché riescono a restituire quella dimensione: non si limitano a raccontare, ma creano le condizioni perché il pubblico possa sentirsi parte di ciò che accade.

Il MUSLI, con i suoi spazi e le sue iniziative, costruisce così un ponte tra passato e presente, tra memoria e immaginazione. Tra ciò che siamo stati e ciò che, in fondo, continuiamo a essere.

Perché l’infanzia non è solo una fase della vita, ma un modo di guardare il mondo.
Un modo fatto di curiosità, stupore e possibilità. Ed è così che le storie sono lo strumento che ci permette di tornare in quei luoghi, di attraversarli ancora, anche solo per un momento.

Non possiamo restare per sempre dove l’infanzia non finisce.
Ma possiamo imparare a ritrovarla, ogni volta che scegliamo di lasciarci coinvolgere.

Ogni volta che apriamo un libro, entriamo in una storia.
Ogni volta che, anche solo per un attimo, torniamo a viaggiare tra sogno e realtà.

Perché crescere non significa smettere di immaginare, ma trovare nuovi modi per continuare a farlo. E non abbiamo mai smesso davvero di essere bambini o bambine, abbiamo solo dimenticato come tornare in quei luoghi.

Articolo a cura di Alessia Ceniviva

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