Sally Rooney: gli alti e bassi delle relazioni moderne (e della sua scrittura)

Che la si ami o la si odi, Sally Rooney è stata necessaria alla letteratura contemporanea. Soprattutto in Italia, sono arrivati e hanno avuto grande successo pochi libri affini a quelli di Rooney, che, invece, ha potuto giovare del traino dato dalla trasposizione televisiva del suo romanzo di più successo, Persone Normali.

Perché parlare in questo modo di Rooney? Lo ammetto, c’è anche un motivo personale. Penso che il mio ultimo libro in un’ipotetica libreria finirebbe nello stesso scaffale dei romanzi di Sally Rooney. Uno scaffale un po’ “leggero”, considerando il gusto italiano.

Non voglio osannare l’autrice irlandese ma sfruttarla come esempio, per parlare di tematiche che non sono proprio amatissime nel nostro paese e che a lei forse vengono perdonate, perché forte di un successo internazionale indiscutibile. E noi sappiamo bene quanto i lettori italiani siano esterofili e si fidino delle etichette “bestseller in nomedelpaese”. Non per fare le pulci, ma mi sembra che ci siano alcune case editrici che abbiano accantonato lo scouting letterario nel nostro paese, per andare sul sicuro, proponendo soltanto ciò che ha avuto successo in altre nazioni. Questo la dice lunga su quanto sia una soluzione sicura per un imprenditore che lavora nel mercato editoriale puntare sull’opera estera di grande popolarità piuttosto che rischiare e provare a convincere il pubblico a leggere un autore sconosciuto, creando da zero un fenomeno letterario.

Forse a qualcuno sarò sembrato critico nei confronti di Rooney con questa premessa, ma non voglio esserlo. Mi piacerebbe, però, che ci fossero di più di autori di successo (anche in Italia) che affrontino gli stessi argomenti e le stesse dinamiche esplorate nei suoi romanzi.

Ma quali sono questi argomenti?

Come si intuisce dal titolo, Sally Rooney è un’autrice che viviseziona le relazioni moderne. Nei romanzi di Sally Rooney manca qualsivoglia rassicurazione sul tradizionale lieto fine a cui sembra sempre più attaccato il pubblico italiano.

Eppure, i romanzi di Sally Rooney a me paiono davvero tanto più simili alla realtà di tanti romanzi italiani (e non solo) che hanno avuto successo negli ultimi anni e che offrono una visione del mondo che definirei – eufemisticamente, si intende – edulcorata.

Al momento la scrittrice irlandese è un punto di riferimento, un monumento di successo controcorrente. Sarà perché ciò che finisce in televisione viene considerato valido per forza, sarà che in altri paesi c’è meno difficoltà ad accogliere libri più verosimili e agganciati ai nostri tempi moderni. Rooney è riuscita a ottenere uno straordinario riscontro di pubblico, pur non seguendo mai le onde del mainstream, pur non facendo fan service.

Relazioni moderne

Mi sono sforzato a lungo di scegliere l’aggettivo perfetto per descrivere le relazioni protagoniste dei suoi libri. All’inizio, ho pensato a termini che connotavano un giudizio di qualità di tali relazioni, come “tossiche”, “complesse”, “fragili”.

È divenuta famosa con la mancanza di comunicazione che è il punto focale di “Persone normali”, ma non si è mai discostata dai tanti tratti complicati – sì, stavolta mi concedo questo termine – delle dinamiche interpersonali tipiche della modernità.

In una letteratura che vuole illuderci ancora con una realtà aspirazionale, costellata di persone emotivamente disponibili, di amori romantici, di anime gemelle e di rispetto reciproco, Rooney propone una visione certamente più realistica. Equilibri traballanti, difficoltà emotive, insicurezze e mille altre problematiche che si frappongono fra l’individuo e il tanto agognato “E vissero per sempre felici e contenti”.

Dalle tensioni intellettuali che si riverberano sul piano sentimentale, passando per le incomprensioni nate da silenzi lunghissimi, arrivando alle relazioni che si sfaldano per le insicurezze su quale direzione prendere, con tutte le difficoltà connesse nel decidere ciò che è giusto e ciò che non lo è: tutto questo si ritrova nelle storie di Rooney. Un piatto ricco per stimolare un lettore che non vuole appiattirsi alla mera evasione, ma riflettere sui tempi che viviamo.

È una scelta rischiosa quella che si opera quando si scrive un romanzo che non “conforta” il lettore, propinandogli personaggi e dinamiche utopistici, ma che, nel caso di Sally Rooney, ha premiato. L’apprezzo al punto che vorrei scovare altri autori simili, preferibilmente italiani, e tirare un sospiro di sollievo. Allora mi rassicurerei che anche noi siamo capaci di catturare la realtà e non proporre soltanto l’ideale (o, nel migliore dei casi, il “difficilmente realizzabile”).

Gli alti e bassi

Le relazioni dipinte dall’autrice sono un caleidoscopio di emozioni, inciampi e rompicapi. Una vera e propria montagna russa emotiva. Ma mi piace parlare di alti e bassi perché, pur apprezzando la penna di Sally Rooney, ho davvero amato solo due dei quattro libri che l’hanno resa celebre anche in Italia (ovvero “Persone normali”, “Parlarne tra amici”, “Dove sei, mondo bello” e “Intermezzo”).

Ho adorato i personaggi e le dinamiche di Parlarne tra amici e Dove sei, mondo bello, ma non sono impazzito per il romanzo che l’ha resa un’indiscussa regina della penna, Persone normali, e nemmeno per la sua ultima fatica, Intermezzo. Quindi, gli alti e bassi li collego anche alla scrittura e allo stile di Rooney. A Persone normali imputo una fiacchezza e una staticità che, seppur perfettamente aderente alle tematiche e ai personaggi, mi ha stancato come lettore. A Intermezzo, invece, critico certe slabbrature stucchevoli, con cui l’autrice si diletta a sottolineare l’ovvio, con frasi sul senso della vita, che nulla aggiungono e che, semmai, tolgono ritmo e immedesimazione con i personaggi e gli accadimenti del romanzo.

Da prendere a esempio

Nonostante le mie critiche, trovo che Rooney sia certamente una scrittrice da prendere a modello – e soprattutto da leggere – in Italia. Abbiamo bisogno di una ventata di realismo su come vanno le cose. Anche se amiamo il conforto nelle letture, non possiamo dimenticarci del valore culturale (ma anche sociale) di letture che ci ricordano che le difficoltà che viviamo sono comuni, che possono essere raccontate anche nei libri e che forse non siamo i soli ad avere inciampi emotivi.

Nell’era di Tinder, delle infinite possibilità e dell’amore liquido, meglio tirar giù da uno scaffale Sally Rooney che un romanzo in cui due nemici, assolutamente incompatibili, dopo una prima focosa notte d’amore diventano magicamente emotivamente disponibili e caratterialmente compatibili, senza che vi sia alcun sviluppo di trama a sostegno di questa trasformazione considerevole dei personaggi e del loro modo di interrelazionarsi.

Articolo a cura di Giovanni Di Rosa

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