Oggi diamo il benvenuto sulla nostra pagina a una realtà che condivide con noi l’amore per la parola scritta, ma con un’identità tutta sua: il collettivo Sciame Indolente.
- Per iniziare, vi chiediamo: cos’è esattamente Sciame Indolente e com’è nato il vostro collettivo?
Lo Sciame Indolente è un collettivo di scrittori nato nel 2024 in seguito al Gruppo di Supporto per Scrittori Pigri (GSSP), un laboratorio di scrittura tenuto da Barbara Fiorio. Una sorta di scuola virtuale, con tanto di bagni in fondo al corridoio e ansie da consegna compiti. Per tre mesi “chiusi” in questo forum, ci siamo esercitati a scrivere microracconti, leggerci e commentarci a vicenda. Una volta finito, ci siamo accorti che quell’ambiente ci mancava e così è stato creato il collettivo: sciame richiama l’idea di un gruppo che lavora insieme, indolente perché siamo pur sempre Pigri. Abbiamo anche deciso di mantenere i nickname che avevamo durante il GSSP… anche perché dopo tre mesi a usarli in continuazione ci faceva strano chiamarci con nomi normali!
- Tra i vostri marchi di fabbrica ci sono i racconti di 2000 caratteri che vanno a comporre le vostre fanzine. Cosa vi ha spinto verso questo limite così preciso e perché avete scelto proprio la fanzine come modello editoriale e di diffusione?
Il limite è derivato dal GSSP. Lì 2000 era il massimo di caratteri consentito (spesso era anche meno), perché ogni settimana avevamo nuovi testi da consegnare e Barbara li leggeva e valutava tutti. Capirete che gradiva avere ancora una vita oltre a leggerci, quindi i testi non potevano essere più lunghi.
A primo impatto, eravamo disperati: abbiamo tutti affrontato i cinque stadi del lutto per le battute sagaci e i bei nomi che dovevamo sacrificare all’economia dei caratteri (parafrasando Troisi, dovevamo scegliere Ugo e non Massimiliano). Però poi abbiamo scoperto che era anche una sfida interessante, che ti costringe a pensare davvero al fulcro del racconto, a identificare il superfluo, a costruire la storia in poco. Per quanto riguarda la fanzine, ci piaceva l’idea di avere un prodotto cartaceo e non solo la pubblicazione online. Poi la fanzine ben si adatta a racconti così brevi, poiché una storia rientra in una pagina A6. Il bombo Stria si è divertita a sperimentare vari formati (un po’ meno a prendersi l’onere di impaginare) e ne abbiamo scelto uno che si potesse stampare a casa così da avere facilmente materiale da distribuire in giro.

- Sappiamo che il vostro collettivo non vive solo su carta o schermo, ma organizza anche molti eventi in presenza. Potete parlarcene? Che tipo di atmosfera si respira e come interagisce il pubblico con i vostri testi?
Molto del lavoro è effettivamente su carta o schermo per esigenze logistiche, visto che siamo sparsi per tutt’Italia e abbiamo anche un paio di bombi che abitano all’estero, però sì, abbiamo provato anche a farci vedere a eventi in presenza. Il primo è stato in collaborazione con un liceo artistico a Cantù, per il quale ci ha fatto da tramite Lievitomadre e da cui è nata la fanzine speciale Frame. In seguito abbiamo organizzato, o meglio siamo stati invitati a, un paio di eventi di Parole in Collina, un’associazione dell’Oltrepò pavese con cui siamo entrati in contatto grazie a Frank Stria, e lo scorso settembre siamo stati alla Città di carta, organizzata a Genova, dove abbiamo tenuto un workshop sulle fanzine. Sono eventi piccoli, informali, ma in cui si crea un bel clima. In generale la reazione al nostro progetto è piuttosto varia, da un lato c’è chi ci liquida con un “carino…”, dall’altro c’è chi ci approccia con entusiasmo.
- Con quali obiettivi è nato Sciame Indolente e come si è evoluto nel tempo? Guardando al futuro, c’è un “sogno nel cassetto” o un progetto a lungo termine che non avete ancora realizzato?
L’intento iniziale era semplicemente di darci uno spazio in cui continuare a esercitarci nella scrittura e migliorarci attraverso il confronto col gruppo. Poi è nata l’idea di darci un tema a scadenza regolare, da cui le fanzine. E poi il sito Internet, reso possibile da Zote, e varie collaborazioni, tra cui quella iniziata da Lilla con Il Globo, giornale australiano in lingua italiana, che seleziona alcuni dei nostri racconti per il suo inserto In Classe. A un certo punto abbiamo anche provato a diventare internazionali traducendo alcuni nostri racconti in inglese, così che Pancake potesse diffonderli in Svezia, ma è rimasto un una tantum.
A fine marzo abbiamo tenuto il secondo Sciamposio (ossia il simposio dello Sciame), durante il quale abbiamo discusso direzione futura e possibili progetti… ma sarà tutto svelato a tempo debito.
- Secondo la vostra esperienza, qual è il valore aggiunto del confronto costante all’interno di un collettivo? Pensate che condividere questa passione aiuti concretamente la crescita dei singoli scrittori o aspiranti tali?
Sì, il confronto costante ci ha sicuramente aiutato a crescere nella scrittura. Come aspiranti scrittori abbiamo bisogno di un parere esterno, perché all’inizio non ci rendiamo conto davvero se qualcosa non funziona nelle nostre storie. Il presupposto fondamentale per il confronto, però, è che ci sia fiducia tra i membri del gruppo. All’inizio può essere difficile accettare critiche, soprattutto se si dubita che siano fatte in buona fede. Ma questa è stata la forza del GSSP: abbiamo cominciato senza sapere assolutamente nulla l’uno dell’altro (per questo i nickname, ci permettevano di rivelare solo quello che volevamo) e ci siamo messi in gioco, col comune scopo di migliorarci, non di competere, e così si è man mano creato un bel clima di collaborazione.
- In chiusura, vi chiediamo una buona ragione per iniziare a seguirvi. Inoltre, Sciame Indolente è un collettivo aperto a nuove voci? Se qualcuno volesse proporre un testo o partecipare ai vostri eventi, come può fare per entrare a far parte dello «sciame”?
Siamo aperti a collaborazioni, se qualcuno è interessato può contattarci via email o su Instagram (molto probabilmente vi risponderà J.B. Fleming, che ci cura i social). Abbiamo avuto ospiti nelle fanzine precedenti, e abbiamo appena aperto la call Supereroi, ideata da Mangiapolvere, proprio per dare la possibilità a chi ci segue di farsi leggere.
Un buon motivo per seguirci? Non basta che il nostro logo sia un bombo cicciotto addormentato in un fiore? Ok, eccone un altro: le nostre storie si leggono nel tempo di un caffè. Ce n’è per tutti i gusti: fantasy, horror, racconti umoristici, altri che trattano temi seri… e se non si sa da dove partire, dalla home del nostro sito si può lasciar scegliere alla sorte. Insomma, abbiamo tanti contenuti interessanti (speriamo) per chi “non ha mai tempo di leggere”! La nostra aspirazione segreta è creare anche un piccolo interesse verso la lettura, che sappiamo essere una grande forma di resistenza all’imbruttimento del mondo.
Potete trovarli su Instagram cliccando qui
Da parte nostra, non possiamo fare altro che ringraziare il collettivo per gli spunti interessanti e augurare loro di continuare a crescere e diffondere cultura in forme innovative e accattivanti.
Intervista a cura di Giovanni Di Rosa



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