Dalla nascita del fumetto sulla famiglia Addams, il mito di Mercoledì non smette di affascinare intere generazioni. Nella nuova serie tv a lei dedicata su Netflix la vediamo in una veste inedita: non solo adolescente cupa e geniale detective, ma anche aspirante scrittrice.
Nella prima parte della seconda stagione, il suo comportamento in relazione al proprio manoscritto diventa un punto cruciale. Quando una Casa editrice le propone piccole modifiche, Mercoledì reagisce con fermezza assoluta: «Dovranno passare sul mio cadavere». Difende ogni singola parola come fosse sacra, intoccabile, un’estensione del suo stesso corpo e della sua anima.
Risultato? Il rifiuto.
Ed è proprio qui che nasce una domanda: difendere un testo a oltranza è davvero segno di integrità artistica, o rischia di trasformarsi in un auto-sabotaggio per l’autore?
La tentazione
Chi scrive sa bene quanto ci si affezioni alle proprie parole. Un manoscritto non è solo carta e inchiostro: è tempo, dedizione, emozioni, un arazzo intessuto più e più volte. Quando qualcuno osa toccarlo, sembra quasi un’invasione, un attentato all’identità. Eppure, cadere nella trappola del “tutto deve restare com’è” può essere pericoloso.
L’autenticità non sta nel respingere ogni consiglio, ma nel saper affinare la propria voce. A volte significa osare una riscrittura, provare un nuovo incipit, scoprire che proprio lì si nasconde la parte più vera di noi.
L’editing non è un nemico e gli Editori non sono orchi
Le Case editrici non propongono cambiamenti per capriccio. L’editing è un atto di cura, un dialogo tra autore e professionisti che hanno l’obiettivo di rendere il testo più forte, più incisivo.
Respingere a priori ogni suggerimento significa rinunciare alla possibilità di evolvere. Non è un tradimento, bensì un atto di fiducia: credere che la nostra voce possa risuonare più cristallina nell’aria. La coerenza non è difendere ogni parola a ogni costo, ma restare fedeli al messaggio profondo che vogliamo comunicare. Le parole possono cambiare: il cuore del testo non potrà mai farlo.
L’auto-sabotaggio dietro l’angolo
Quando, come Mercoledì Addams, ci chiudiamo a riccio, rischiamo di ostacolare proprio ciò che desideriamo di più: essere letti, accolti e suscitare domande e pensieri critici. Difendere ogni parola come intoccabile non è integrità, ma semplice paura di fallire.
Per questo è proprio l’apertura al cambiamento a renderci più autentici, ogni revisione diventa un inverno che prepara soltanto la primavera: sembra una perdita, ma è rigenerazione, è semina, è crescita.
Conclusione
Mercoledì Addams, con la sua ossessione per il controllo, ci mostra un lato oscuro che molti scrittori conoscono bene. Ma se vogliamo crescere e far arrivare le nostre storie ai lettori, dobbiamo fare ciò che a lei riesce più difficile: lasciare che le parole respirino, abbandonarci al caos e diventarne parte di esso.
Seppellire un manoscritto intatto è un atto di paura. Lasciarlo rifiorire nell’incontro con gli altri è l’unico vero gesto d’amore per la scrittura e verso quella storia che abbiamo scritto sanguinando sulla pagina.
E tu, sei prontə a lasciare che le tue parole camminino fuori dal cimitero dei testi intoccabili? O vuoi finire come Mercoledì Addams?
Articolo a cura di Margherita Cucinotta



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