Il villain del mese – Joe Goldberg, Il principe azzurro serial killer

Rubrica a cura della pagina Instagram Ritratti di Antipatia, gestita da La Perfettina.

Questo mese mettiamo sotto la lente Joe Goldberg, il killer che si crede un principe azzurro ma ha la fedina penale di un intero cartello.

Joe è convinto di essere il protagonista di un romanzo d’amore, quando nella realtà è solo un mostro da thriller che si aggira tra gabbie di vetro temperato e stalking ossessivo.

Nelle prime stagioni il corto circuito è quasi irritante: la narrazione ci trascina nel suo delirio sensato, spingendoci a giustificare l’ingiustificabile perché “poverino, lui voleva solo proteggere”.

Il problema non è solo Joe che si racconta questa storia: siamo noi che, per qualche episodio, decidiamo di credergli.

Tra una dose di love bombing e un gaslighting degno del miglior illusionista morale, il suo castello da principe dalle mani insanguinate crolla non appena scopre che le sue principesse hanno delle imperfezioni umane.

Joe non si innamora di donne, ma di superfici lisce: nel momento esatto in cui compare una crepa, l’idillio svanisce. Così Beck finisce sottoterra e l’amore per Love Quinn si trasforma in qualcosa di molto più scomodo: non passione, ma riconoscimento.

Joe è come un animale notturno con un ridicolo cappello da sole: questa è la sua uniforme da stalker in incognito. Caccia mentendo prima di tutto a se stesso, cercando la “persona giusta” in un labirinto infinito di ossessioni, convinto che basti cambiare città per riscrivere la trama senza cambiare autore.

Lo abbiamo quasi visto redimersi nel salvare Delilah, ma non facciamoci incantare dalla sua finta etica: Joe non è un mostro che non capisce cosa fa. È un mostro che lo capisce benissimo e sceglie ogni volta di riscriverlo a suo favore. Un’infanzia difficile può spiegare l’origine dei suoi denti affilati, ma non giustifica i morsi.

Alla fine, il suo unico vero talento è quello di collezionare cuori infranti (nel senso letterale del termine) convincendosi che la prossima volta sarà diverso. Ma Joe non sta cercando l’amore giusto: sta cercando una storia in cui non sia mai costretto a smettere di essere il protagonista.

E forse è proprio questo il punto: Joe non uccide perché ama troppo. Joe uccide perché, senza una vittima, la sua storia non va avanti.

Lascia un commento