Con l’avvento del nuovo anno, desideravo fortemente portare sulle pagine di Calligrafe una realtà editoriale che è stata, per me, estremamente importante e con cui continuo a collaborare. Sto parlando di Racconti dal profondo.
Prima di addentrarci nelle domande, chiedo ai tre creatori del progetto di presentarsi e di presentare questo progetto editoriale, nato come rivista, ma che è diventato molto di più.
Ciao, siamo Saverio, Gabriele e Luciano e vi parliamo come entità una e trina, come l’abominio di carne fusa che siamo diventati lavorando per quattro anni spalla a spalla.
E “Racconti dal Profondo” è la nostra progenie, una rivista letteraria in cui pubblichiamo racconti di scrittori italiani dell’orrore. Ciascuna storia è impreziosita con illustrazioni originali di artisti italiani e ogni numero è corredato di articoli a tema sul mondo dell’orrore, della finzione e talvolta della macabra realtà; il tutto è reso in un’estetica vintage che onora le riviste pulp del 1900. Ogni uscita di Racconti dal Profondo è tematica e tratta un diverso topos o un sottogenere del terrore. Dal 2026 siamo pubblicati dalla casa editrice Winter Edizioni e ci apprestiamo a mostrare il nuovo volto della nostra immonda realtà..
La prima domanda che viene facile rivolgervi è questa: come è venuta l’idea? E anche, quando avete capito che l’idea funzionava e che sareste cresciuti?
Prima di essere direttori della rivista, ognuno di noi è autore o artista e la creatività fa parte della nostra vita. L’idea è nata proprio dal desiderio che esistesse uno spazio dove autori, artisti e chiunque amasse il genere potesse trovare un unico luogo dove cimentarsi nella scrittura, nell’arte o scoprire autori e artisti dell’orrore moderno. Il sapore vintage nasce invece dall’amore del periodo storico e letterario in cui si colloca Weird Tales, che ai suoi tempi è stato proprio quello che confidiamo diventi sempre più Racconti dal Profondo oggi. Abbiamo capito che Racconti dal Profondo funzionava quando si è creata attorno a noi un cerchia meravigliosa, che ci sostiene tutt’ora e che crede nel progetto proprio come crediamo noi. Marginalia 2025 forse è stato il primo punto più alto, dove ci siamo proprio detti: adesso si gioca sul serio.
Se poteste individuare qualcosa che ha funzionato nel vostro progetto e vi ha reso unici, cosa sarebbe?
Ciò che rende unico Racconti dal Profondo è sicuramente la sua presenza visiva e grafica molto forte e decisa, una impronta che è nata appunto ispirandosi a Weird Tales, diventando però poi una identità unica e riconoscibile. Ciò che però ci fa funzionare è la cura e il rispetto che abbiamo per i testi che ci vengono sottoposti e la passione che mettiamo in quello che facciamo. Crediamo e speriamo davvero che questo si avverta ogni volta che ci confrontiamo con ogni autore, artista, articolista che decide di partecipare al progetto.
Dal momento che a noi di Calligrafe non piace fare (soltanto) domande gigione, vi chiedo: ci sono stati momenti difficili? Momenti in cui avete pensato che non valesse la pena tutto il sacrificio e l’impegno che ci stavate mettendo? Oppure è filato tutto liscio?
Era partito tutto come un gioco, una cosa bella da tenere nelle nostre librerie. Quando poi i nostri prodotti hanno cominciato a girare, è lì che è diventato un lavoro vero e proprio e sicuramente ci sono stati alti e bassi. Nessuno di noi fa questo di mestiere, non è il lavoro primario, e spesso la vita ci ha messo davanti a situazioni in cui Racconti dal Profondo magari è passato in secondo piano, rallentando i piani e i progetti. Non è per nulla facile stare dietro a tutto e spesso proprio questa mancanza di tempo e questo mega impegno di Racconti dal Profondo ci ha fatto vacillare. Pian piano è diventata una realtà sempre più grande, sempre più espansa, molto spesso grazie all’entusiasmo di chi ci circorda e spesso capita che le idee nascano da input esterni, ma non sempre è facile tenere in piedi la baracca, insomma.
Sicuramente, la vostra realtà è cambiata drasticamente dall’inizio ad adesso. Con presenze a Marginalia e Stranimondi e l’approdo su Winter edizioni., Racconti dal profondo è sicuramente un mondo completamente differente rispetto all’inizio. Vi chiedo cosa è cambiato e quali sono le prospettive, alla luce della vostra crescita?
L’unica cosa nuova è che adesso siamo costretti a seguire una scaletta rigida durante l’anno. Ci siamo ritrovati a fare una programmazione editoriale che preveda i temi dell’anno, provando ad anticipare le tendenze e gli interessi che saranno rilevanti nei mesi avvenire. E leggere molti più racconti, perché ora che le call attirano più attenzione le candidature sono cresciute.
Al di fuori di ciò c’è poco di diverso, siamo sempre noi, nel nostro covo a Pandemonio, a rendere gli incubi reali.
Uno degli aspetti che personalmente amo di più di Racconti dal profondo è il rapporto con la community. Siete riusciti a creare una comunità che “respira” horror, pulp e weird e una fucina di penne che si cimentano con challenge di scrittura. Siete soddisfatti di quanto fatto? Quanto è difficile mantenere attiva una community di autori?
Il gruppo Telegram e la community sono nati quando non ci bastava più chiacchierare singolarmente con voi attraverso mail e messaggi sui social. Ci siamo sempre immaginati Racconti dal Profondo come un gruppo di ritrovo, un luogo unico dove ci si sostenesse a vicenda, dove si poteva anche imparare. Abbiamo tirato su un bel gruppo di scrittura, facciamo serate in videochiamata in cui leggiamo gli scritti nati dalle challenge di scrittura, abbiamo i nostri amici Logonauti Podcast che fanno alcuni audioracconti nati dalle challenge… insomma facciamo tante cose insieme e questo ci piace! La difficoltà è sicuramente quella di tenere sempre alta l’attenzione e la voglia degli scrittori di scrivere, stare ai tempi di tutti, cercare di non lasciare indietro nessuno e soprattutto che tutti si vada d’accordo e si accettino pareri costruttivi volti al miglioramento personale e degli altri. Ad oggi ci riteniamo soddisfatti, e chiunque voglia ci trovate su Telegram!
Dalla vostra community e dagli autori con cui avete collaborato cosa avete appreso sul mondo horror indie italiano? Cosa piace? Quali sono i sottogeneri o i trope più gettonati? E di cosa secondo voi ci sarebbe bisogno, anche andando in controtendenza rispetto al gusto attuale?
L’orrore cosmico è un topos che, nel bene o nel male, riempie le nostre call. C’è una fascinazione al limite del fanclub per questo tipo di letteratura e tutti pensano di riuscire a diventare il prossimo Lovecraft. Probabilmente è meglio che di Lovecraft ne rimanga solo uno e se si vuole incedere nell’abisso dell’orrore lovecraftiano consigliamo di trovare la giusta voce: non diventate copie del bardo di Providence, partite da lì, certo, l’imitazione è la madre di tutta l’evoluzione, biologica e creativa, ma trovate il VOSTRO orrore cosmico.
Un aspetto che vediamo trattato a volte, ma che ci piacerebbe vedere ancora di più, è l’orrore allegorico. Storie dai toni dark e terrificanti, ma con sottotesti nascosti che aprano gli occhi. È in arrivo qualche testo del genere nei prossimi due numeri, ma vorremmo leggerne di più.
Infine, vi chiedo di dare indicazioni ai nostri lettori su come entrare in contatto con la vostra realtà e su come candidarsi per essere pubblicati in uno dei vostri numeri.
Seguiteci su Instagram innanzitutto, su @rdp_ufficiale: è il presidio dove trovare tutte le info ed è lì che postiamo le nostre call. Ci trovate anche su Facebook presso Racconti dal Profondo e vi consigliamo vivamente il nostro telegram, la ridente cittadina di Pandemonio: le bacheche della città hanno sempre nuovi annunci e i cittadini vengono avvisati con largo anticipo di ogni cosa, call incluse.
Se siete autori di racconti seguite le nostre call. Se siete articolisti amanti del mondo dell’orrore o illustratori del macabro, fatevi sotto e inviateci le vostre candidature direttamente su raccontidalprofondo@gmail.com! Siamo sempre alla ricerca di nuove eccellenze italiane per ripopolare il Profondo.
In più, se vorrete, potrete trovarci in carne e ossa al Nerd Show di Modena il 24 e il 25 gennaio e, come sempre, a Marginalia 2026 il 21 e il 22 marzo, con l’anteprima assoluta del nostro prossimo numero.
Intervista a cura di Giovanni Di Rosa



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