Rubrica a cura della pagina Instagram Ritratti di Antipatia, gestita da La Perfettina.
Il Villain del Mese è una rubrica dedicata ai casi umani più conosciuti di sempre: i cattivi delle storie che guardiamo o leggiamo tutti i giorni. Io sono La Perfettina e questo è lo spazio dove il fascino del disastro incontra il giudizio della penna rossa, perché ogni grande villain, in fondo, è solo un errore che aspetta di essere analizzato.
Non tutti i villain sfoggiano sorrisi perfidi o lunghi mantelli. Alcuni si mimetizzano con la “carta da parati”, confinati in un angolino, con occhi bassi e orecchie tese.
Per inaugurare questa rubrica, quale villain più anticonvenzionale se non Penelope Featherington, o meglio: il suo alter ego segreto, Lady Whistledown?

La più giovane delle sorelle Featherington è il personaggio più ambivalente di Bridgerton: protagonista innocua nei panni di Penelope, e antagonista nascosta in quelli di cronista di pettegolezzi sull’alta società Londinese.
In un’epoca patriarcale e maschilista dove il potere appartiene agli uomini, nascere donna significa trasformarsi in un oggetto da esposizione in attesa del miglior offerente. Ma Penelope non viene notata e sceglie di confondersi tra la folla fino a sparire. L’intuizione è geniale: l’invisibilità non come limite, come vantaggio tattico.

Lady Whistledown diventa la sua vera voce: quella che tutti ascoltano e temono. Una voce pungente, che non urla per farsi sentire. Lady Whistledown sussurra segreti, si sdraia accanto alla sua finestra, e si compiace del caos che crea con la sua penna. Solo così Penelope si sente “qualcuno”.

Scrive di vite che non può avere. Si trasforma nella stessa crudeltà che l’ha forgiata: quella di una società che vede in lei solo un vestito giallo; quella di una madre che la considera un investimento per la vecchiaia; di un lord che la chiama “amica”, ma non sembra accorgersi di lei.
Quando Penelope e la sua voce si incontrano di fronte agli occhi increduli della società, fondendosi, diventa l’incarnazione del potere nelle mani di una donna; la protagonista di una storia di rivalsa e affermazione al femminile. Penelope emerge, ora si nota. Ma sfoderando un egoismo da manuale, antepone il desiderio di affermazione persino al successo del suo matrimonio.

Penelope è protagonista perché lotta per lei, non per un uomo, e Lady Whistledown è la voce con cui trova se stessa in un mondo che parla da sempre al maschile; Penelope è antagonista perché si è nutrita dell’invidia del successo altrui per accrescere il proprio.
Una cosa su di lei, alla fine, l’abbiamo capita: la penna basta al foglio, come Penelope basta a se stessa. Un chiaroscuro che ci piace così.




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