L’Estetica come valore fondante: la musica, l’amore e il narcisismo in Studio Cabana

In questo mese in cui, su Calligrafe, abbiamo deciso di dare più spazio alla musica, ho pensato subito a un titolo: Studio Cabana.

Studio Cabana è un manga arrivato nel 2024 in Italia, edito J-Pop, che ci racconta della relazione adolescenziale che lega Kusaka a Maki.

È una storia patinata, in cui la musica svolge un ruolo importantissimo. Kusaka è, infatti, il vocalist di una band e molta della sua vita e della sua crescita personale dipende da ciò che è accaduto nello studio Cabana (studio di registrazione).

Estetica al comando: il Bello come oggetto d’analisi

Ho sempre parlato di questo manga come di un’opera fortemente legata all’estetica. Ma no, non è come tante altre storie d’amore, in cui l’estetica è evidente ma non è oggetto di riflessione.

I primi volumi affrontano a proprio la questione estetica. Si parla tantissimo di quanto sono attraenti i protagonisti e di come alcuni personaggi, evolvendosi, hanno dato un’importanza sempre maggiore all’estetica, al migliorare la propria presentazione di sé al mondo.

Il bello come principio-cardine, come dominio delle relazioni sociali è un risvolto evidente della società moderna, in cui il narcisismo imperante si è focalizzato su canoni estetici rigidi, su regole di vita non derogabili.

La parte interessante di quest’ammissione narcisistica risiede in un interrogativo, di fondo a tutta la serie manga: come un tale focus sull’estetica sia compatibile con una storia che, alla fine, deve parlare di sentimenti?

Il ritorno del “Kalòs kai agathòs”?

Nell’antica Grecia, si parlava di questa incarnazione di perfezione umana, che fosse tanto relativa al bello esteriore che alle qualità morali. E, in qualche modo, possiamo dire che, sicuramente, nel manga di Uma Agri questa corrispondenza di perfezione – estetica e morale – sembra tornare in auge. I personaggi non sono solo bellissimi, ma sono anche profondi, pieni di amore, comprensione ed empatia.

Anche i personaggi, all’apparenza, non integri, complessi, vittime di traumi narcisistici (perché in passato non abbastanza attraenti o non abbastanza amati), alla fine, si rivelano profondi e pieni di qualità invidiabili.

Il manga in analisi, però, a differenza di molta letteratura occidentale non prende in giro il lettore. Se la letteratura occidentale, soprattutto di genere romantico, ormai dà per scontato che i personaggi abbiano qualità estetiche inarrivabili, il manga di Uma Agri sottolinea questa esigenza di bello, il valore sociale dell’estetica nella creazione delle relazioni.

Estetica e Musica

La musica in Studio Cabana è strettamente collegata all’estetica. L’idea che viene incarnata dalla storia è quella che la musica debba essere piacevole, il cantante debba avere un aspetto gradevole e che i testi delle canzoni debbano suscitare buoni sentimenti.

Studio Cabana si inserisce consapevolmente in un trend letterario, raccontando una società piena di insicurezze, in cui la bellezza e la rassicurazione sono dei baluardi imprescindibili per reggersi in equilibrio.

Se nella maggior parte dei romanzi occidentali, i legami sentimentali coprono tutte le magagne e i vuoti della mente contemporanea, il manga non ignora, ma parla delle soluzioni.

È sempre evidente per il lettore che la bellezza e il “tono” della musica sono cinture di sicurezza, che ci permettono di non andare a sbattere contro il dolore trasmesso da una società priva di riferimenti più alti, di sicurezze incrollabili, in cui è necessario adattarsi alla “legge del più bello” per non sprofondare.

Articolo di Giovanni Di Rosa

Lascia un commento