Qualche mese fa, sulle nostre pagine abbiamo parlato di una nuova casa editrice – Aculei Edizioni -, editore che stiamo seguendo da vicino per l’importanza indiscutibile di una nuova fonte di storie nel panorama editoriale. Ma si potrebbe dire di qualsiasi casa editrice che si affaccia sul panorama, eppure è particolarmente vero per Aculei Edizioni, alla luce del primo romanzo pubblicato: L’anno del dionisiaco di Andrea Tomaselli.
È un romanzo che ha una grandissima forza comunicativa, ma che soprattutto dimostra gli intenti di Aculei Edizioni. Non seguire le tendenze, ma scegliere. Non accettare l’andazzo, ma portare cultura e storie in grado di sorprendere i lettori.
La parola che mi piace associare al testo di Tomaselli, la prima parola che mi viene in mente, è “sovversione”. Troppo parlare di romanzo sovversivo? Forse, ma non certo nel panorama culturale italiano. In un mercato editoriale in cui la stragrande maggioranza dei lettori cercano evasione, rassicurazione e speranza, Aculei Edizioni propone riflessioni problematiche, stimolo intellettuale, un tuffo nella psicoanalisi. In un mondo in cui le problematiche sociali si riducono quasi unicamente alla sfera familiare e (più raramente) alla coppia, Aculei Edizioni propone ragionamenti complessi, una riflessione esasperata sul significato del sesso nella società moderna, in cui valutiamo la nostra persona in base all’appetibilità sessuale ma non riusciamo a parlare di sesso libero o sesso come cura.
“Chi trae vantaggio da una società in cui possono esistere, e, infatti, esistono, accademie militari, e pure prestigiose, in cui si insegna a ferire, ad attaccare, a sterminare, ma non può essere accademico l’amore?”
Un romanzo che affronta un argomento tabù come le relazioni erotiche fra docente e studente, un romanzo che affronta la sessualità come cura e prova a ribaltare l’opinione comune sulla concezione della sessualità, per me, nel 2026, in Italia, è un romanzo sovversivo. È una fortissima manifestazione di antiborghesità letteraria in un paese che fa una fatica tremenda a scostarsi da ciò che è consueto, accettato e ormai stradigerito.
In Italia c’è bisogno di romanzi come L’anno del Dionisiaco, che riprende e valorizza una corrente sempre meno seguita in Italia, il romanzo psicologico. L’anno del dionisiaco strizza in maniera evidente l’occhio alla psicoanalisi e si propone di indagare la relazione fra l’uomo e la sessualità, fra sessualità e le sue ambivalenze (pulsione alla vita e pulsione di morte) e fra sessualità e amore.
Piccola nota personale: ho amato leggerlo perché mi sono immaginato che, in un’ipotetica libreria, il mio romanzo potrebbe essere posizionato nel medesimo scaffale di quello di Tomaselli. Mi ha rinfrancato vedere che si possa essere antiborghesi, che si possa essere scomodi, senza avere paura.
“Cosa c’è nella nostra cultura che ci impedisce di amarci tra noi come amiamo le piante, gli animali, con la stessa naturalezza, la stessa innocenza?”
La scelta di Aculei Edizioni è una scelta guerrigliera, passatemi il termine. Iniziare con un romanzo come quello di Tomaselli significa davvero riconoscere il valore culturale della letteratura e, soprattutto, accettare un ruolo imprenditoriale che, nel mondo dell’editoria, non può essere esclusivamente assoggettato alle logiche del mercato. In un mercato come quello dei libri, l’imprenditore-editore deve vestirsi anche del ruolo di guida e provare a stimolare il lettore ad andare oltre.
In Italia abbiamo bisogno di riportare la psicoanalisi nella letteratura, abbiamo bisogno di fare a cazzotti col lettore e soprattutto di non censurare.
Ci sono scene potenti e scabrose, scene dolorose e, magari, disturbanti in “L’anno del dionisiaco” e sono narrate senza timore di critica, perché la cultura non può conoscere censura.
Riflettere sul perché la nostra società considera sempre “sporco” il sesso e sul perché ci si possa educare a offendere ma non ad amare è una scelta potente e dare spazio a una simile storia è una manifestazione d’intenti che ci fa capire che per chi, come noi, ama l’intellettualità nella letteratura, le proposte di Aculei edizioni non possono essere ignorate.
Vi lasciamo la trama del libro:
Semèle Onetti è una docente che ama i ragazzi, soprattutto quelli più difficili, e crede che la cultura, da sola, non basti. Dalle sue esperienze è nata in lei la convinzione che per salvare qualcuno serva un amore concreto, fatto di cura, prossimità e contatto.
Quando comprende che Marés è sul punto di una deriva pericolosa – figlia di rabbia e abbandono – decide di intervenire a ogni costo, sfidando colleghi, preside e persino quelle norme che vorrebbero disciplinare finanche il desiderio. Non può tradire le verità profonde che ha maturato su se stessa e sul mondo.
Articolo a cura di Giovanni Di Rosa



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