La narrativa romantica: alla ricerca di emozioni nella storia della letteratura

“Il romanticismo è quella fascinazione che trasforma la polvere della vita di ogni giorno in una nebbia dorata.”
– Elinor Glyn –

Alla ricerca di emozioni tramite la lettura

Leggere è l’esercizio originale da cui nasce la capacità di raccontare.

Leggere non solo per scoprire come evolve una storia all’interno di un capitolo, ma per capire come l’evento stesso è stato descritto, come una frase può scuotere il tessuto delle emozioni, simile a un ago in grado di cucire insieme sentimenti diversi.

Un romanzo non nasce da un’idea isolata ma da una rete di riferimenti dove un’ambientazione non è più un semplice sfondo ma una memoria sensoriale: cosa ha reso credibile quel colore della luce, quel rumore di fondo, quel caldo e confortante odore di spezie.

Ogni pagina può trasformarsi in una scorciatoia che permette di entrare in dimensioni inesplorate della scrittura perché un autore non impara a scrivere inventando tecniche segrete, ma assorbendo voci, ritmi, silenzi, errori e correzioni altrui.

Come si costruiscono i personaggi?
Come si tiene in sospeso un conflitto?
Come si gestisce il tempo?

Solo leggendo si può imparare a scrivere. E scrivere, a sua volta, offre nuovi mondi da leggere.

Spesso mi sono sentita chiedere:
“Anna, cosa cerchi in un libro?”
“Emozioni.”
“Che tipo di emozioni?”

Qualsiasi. Quelle che ti fanno cedere le ginocchia fino a farti crollare sfinita sul pavimento prima di permetterti di nuovo respirare.

Non cerco semplicemente una trama che si srotola, cerco il sospiro che si libera tra una pagina e la successiva. Cerco un posto sicuro in cui la mente può guardarsi dentro e parlare al cuore.

Cerco un libro che diventi mio complice. Che, anche se solo per una notte, mi chieda di fidarmi di lui, di lasciarmi trasportare attraverso una tempesta di parole, facendomi entrare nella vita imperfetta di un personaggio imperfetto, alla scoperta di una verità sbiadita che alla fine brilla sotto la luce fioca di una abatjour vintage sul comodino.

Cerco una storia che sappia liberare una parte di me che non sapevo esistesse. Cerco quello stretto nodo che pizzica la gola. La consapevolezza che ciò che sta per succedere ha la stessa gravità di un temporale non annunciato.

Cerco personaggi che non siano eroi assoluti, ma persone vere con crepe interiori, ricordi, illusioni, speranze. Voglio leggere delle loro paure e delle loro risate finché vocali e consonanti non si trasformano in una vita in miniatura, in una calda coperta che mi avvolge e mi conforta soprattutto quando mi sento fragile.

Voglio quell’emozione che ti fa lanciare il libro contro un muro per poi, spinta dal rimorso, correre a riprenderlo, affamata di una nuova lacrima o di una risata improvvisa che sopraggiunge non perché il testo è sublime ma perché ciò che leggo è umano.

Voglio essere toccata dalla bellezza, da un amore struggente ma anche da una cicatrice o da una perdita. La meraviglia di un libro non risiede nella necessità che sia sempre dolce. Non cerco necessariamente un lieto fine.

Per me è giusto che un libro sia anche “strano”, triste, inquietante, purché in grado di marchiare a fuoco nel mio cuore il suo ricordo. Cerco pagine che mi facciano tremare con contenuti che non si esauriscono al primo respiro, ma che si trasformano, insegnandomi a guardare il mondo con occhi diversi, più attenti, più compassionevoli, pronti a lasciarsi stupire da ciò che ancora ignoro possa esistere.

In effetti, detta così, cerco moltissime cose.
Forse troppe.
Ma perdonatemi se mi ripeto, io esigo emozioni.

La svolta del romanticismo e l’osservazione delle relazioni travolgenti

Tra i molteplici generi letterari, la letteratura romantica offre sicuramente lo spazio perfetto in cui il lettore può immergersi per conoscere, analizzare e comprendere meglio una variegata rosa di emozioni come la tenerezza, la passione, la speranza, la dolcezza, il dolore, la sofferenza, la tensione, la confusione o la gratitudine. Tutti pilastri fondamentali di moltissimi e differenti tipi di relazioni umane.

Nel suo lungo divenire storico e artistico, la letteratura romantica ha sempre rappresentato uno specchio fedele dei mutamenti culturali e politici della società, contribuendo, anche oggi, a definire i modelli di amore, a promuovere la consapevolezza delle diversità e, molto spesso, anche a sfidare le norme sociali che vengono imposte.

Uno dei filoni culturali più conosciuti è sicuramente il Romanticismo che nacque in Europa alla fine del XVIII secolo come reazione all’Illuminismo e al Neoclassicismo, movimenti che privilegiavano razionalità, ordine e consolidamento delle strutture sociali.

I romantici furono i primi a esaltare l’individualità, i sentimenti e la natura come elementi insiti nell’esperienza umana. Le prime manifestazioni del Romanticismo si ritrovano nella letteratura tedesca, in autori del calibro di Johann Wolfgang von Goethe o Friedrich Schiller, per poi diffondersi in Inghilterra grazie a poeti come William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge, e in Francia con Victor Hugo o Alphonse de Lamartine. In Italia, il Romanticismo si sviluppò tra il XIX e il XX secolo, con Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, e più tardi, Alessandro Manzoni.

Questo filone artistico si distinse dagli altri per alcune caratteristiche peculiari. La prima fu sicuramente l’enfasi che venne data a storie intense e spesso drammatiche, nelle quali veniva valorizzata l’esperienza soggettiva di un personaggio dalla vita ‘ingarbugliata’. La natura era vista come rifugio ma anche come fonte di ispirazione e simbolo di libertà, utile a soddisfare il bisogno di evadere dalle convenzioni e dalle restrizioni di un’epoca buia.

L’amore romantico è sempre stato un condensato di sentimenti travolgenti, tormentati e idealizzati. La passione era totalizzante, un’esperienza capace di superare persino le barriere morali. L’amante si trasformava nell’eroe che lottava per far valere i suoi sentimenti.

L’eroe romantico era irrazionale e inquieto, simbolo di un’umanità in conflitto tra desiderio e ragione. Opere emblematiche come I dolori del giovane Werther hanno messo nero su bianco proprio questa concezione dell’amore come ancora di salvezza, un approdo che può condurre alla felicità ma, a volte, anche alla disperazione.

Sicuramente la letteratura romantica ha lasciato in eredità un’impronta profonda in tutta la letteratura mondiale, influenzando generazioni di autori e aprendo la strada a generi e forme di scrittura più libere e personali.

La concezione dell’amore come forza universale e incontrollabile si è consolidata, rinvigorendo il ruolo della letteratura come strumento di esplorazione delle passioni umane e plasmando il modo in cui pensiamo, sentiamo, leggiamo e scriviamo ai giorni nostri.

I romantici hanno sempre coltivato l’archetipo del viaggio, della ricerca del sublime e della nostalgia per un’esistenza perduta, tutti elementi che, riadattati in chiave moderna, oggi ritroviamo in romanzi di formazione, libri e racconti di narrativa.

Il sentimento romantico, grazie alla pura libertà creativa, si è tradotto in una pluralità di stili e generi: poesia, romanzo storico, romance, urban fantasy, fan fiction, dark romance, sport romance e chi più ne ha più ne metta.

La narrativa romantica è diventata un genere letterario incentrato su storie d’amore e relazioni appassionate, che, spesso ma non sempre, si concludono con un lieto fine. Tra gli autori contemporanei più noti ci sono Erin Doom, Sophie Kinsella, Felicia Kingsley o Nicholas Sparks.

La tensione tra desiderio e responsabilità, tra soggettività e contesto storico, è rimasta al centro della scrittura, nella quale gli scrittori hanno dato sfogo al loro desiderio di parlare di libertà individuale, di ribellione alle ingiustizie e di valorizzazione del rispetto come motore di cambiamento.

Tra narrativa e romance: ecco le differenze

All’interno della narrativa romantica si erge a difesa del ‘vissero felici e contenti’ il genere conosciuto come romance.

Narrativa e romance sono due categorie che spesso vengono confuse o fraintese, ma che in realtà presentano differenze fondamentali sia nella tematica, che nella struttura, negli obiettivi dell’autore e, soprattutto, nelle aspettative del lettore.

Il romance è un genere che si concentra principalmente sulla storia d’amore tra i protagonisti. La sua struttura si basa sulla progressione di una relazione sentimentale, con l’obiettivo di risolvere sempre i conflitti amorosi, di qualsiasi natura questi siano.

Si rivolge principalmente a un pubblico che cerca una lettura leggera, coinvolgente e ottimistica, con un focus particolare sulle dinamiche di coppia e sulla nascita di un amore che supera ostacoli e difficoltà.

La narrativa romantica, invece, è un termine molto più ampio e generico che comprende qualsiasi tipo di racconto scritto in prosa, con l’obiettivo di rappresentare la realtà, esplorare tematiche sociali, psicologiche, storiche o immaginarie.

Parla di amore e di sentimenti universali, ma lo fa in modo meno delicato, meno idealizzato. Può includere romanzi, racconti, novelle, biografie, autobiografie, memorie, e molte altre forme di espressione letteraria.

Il tema centrale può essere qualsiasi, dalla vita quotidiana ai grandi eventi storici, dalla psicologia umana alle questioni filosofiche. Il finale può essere aperto, ambiguo, tragico, felice o malinconico, a seconda dell’intenzione dell’autore.

Le storie queer e il rapporto con la letteratura romantica

Ed è proprio in questi ambiti letterari che si è sviluppata anche la letteratura LGBT, un genere che esplora le esperienze, le identità e le relazioni tra persone queer, spesso nascoste o marginalizzate a causa delle norme sociali e delle repressioni.

Il motto della Narrativa Romantica e dei Romance LGBT è che l’amore è universale, e va celebrato in tutte le sue forme. Le storie queer sono sempre più presenti e apprezzate per la loro capacità di raccontare relazioni vere, inclusive e profonde.

Antichi testi, come quelli che ci riportano indietro nel tempo, tra gli uomini nell’antica Grecia ad esempio, testimoniano che le relazioni tra persone dello stesso sesso sono sempre state presenti in molte culture.

Tuttavia, la letteratura LGBT, come ambito riconosciuto e articolato, si è sviluppata solo a partire dal XX secolo, in risposta alle lotte per i diritti civili e alla crescente consapevolezza delle diversità.

Ed è stato così che negli scaffali delle librerie sono apparsi i romanzi di Casey McQuiston, i fumetti di Alice Oseman, i capolavori di André Aciman, i drammatici volumi di Hanya Yanagihara.

Racconti di coming out, di scoperta e accettazione di sé, denunce di discriminazioni, pregiudizi e violenze, narrazioni che contestualizzano esperienze in contesti storici e sociali molto problematici.

Nel mondo queer, il genere romance e quello più generico di narrativa LGBT vanno avanti in parallelo, separati da un labile confine perché spesso le storie queer, anche se profondamente intense e romantiche, mancano di quel lieto fine dettato da vicende costellate di difficoltà e vincoli.

Tuttavia, raccontare storie di persone queer permette di umanizzare le esperienze, di sfidare gli stereotipi e di favorire una maggiore comprensione pubblica. Questi generi hanno entrambi contribuito a creare identità collettive, offrendo modelli di riferimento e strumenti di empowerment per persone in difficoltà, soprattutto giovani e adolescenti.

Conclusioni

Lasciatemi dire che in questo mondo in continua evoluzione, per fortuna, la letteratura rimarrà uno degli strumenti più potenti per promuovere cultura, rispetto, uguaglianza e amore in tutte le sue manifestazioni.

Leggere, scrivere e condividere storie di emozioni è diventato un atto di resistenza, di speranza e di umanità. Abbiamo ancora bisogno di emozioni che ci facciano sognare.

Il Romanticismo ha solo aperto le porte a un’esplorazione profonda dei sentimenti individuali ma la letteratura, in tutte le sue meravigliose sfumature, avrà sempre il potere di rompere il silenzio, di favorire la comprensione, di stimolare dibattiti e sensibilizzare i lettori, offrendo modelli di identificazione e strumenti per affrontare le proprie sfide quotidiane.

Prima di salutarvi vorrei chiedervi un grandissimo favore.

Aiutate gli scrittori emergenti a farsi conoscere. La vostra voce e il vostro sostegno è un atto di fondamentale importanza per la vitalità e la ricchezza del panorama culturale.

Promuovere nuovi talenti non solo favorirà la diversità delle voci e delle storie, ma contribuirà anche alla rinascita intellettuale, sociale ed economica di intere comunità.

E voi, invece?
Cosa cercate in un libro?

Articolo a cura di Anna Driesen

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