La stagione spooky è al suo apice. Ma non sono clown alieni né cani assassini di Stephen King a bussare alla nostra porta.
Quello che vi racconterò è un orrore più antico e subdolo: libri che spariscono, tagliati, bruciati, proibiti. Non li vediamo più ardere nei roghi, ma spariscono lo stesso.
Ottobre è il mese perfetto per evocare quei testi bollati come “pericolosi”, perché capaci di scuotere il pensiero indipendente e critico.
Siete pronti a conoscere quel terrore, a chiedervi se davvero il cielo è fatto di carta, insieme alle ombre che infestano ancora oggi le nostre biblioteche e librerie?
Il meccanismo della censura oggi: il quando, il dove, il come e il perché
- Rimozione scolastica e bibliotecaria: testi non formalmente vietati ma tolti dai programmi o dagli scaffali per le pressioni di genitori e associazioni.
- Motivazioni ricorrenti: passaggi sessualmente espliciti, riferimenti religiosi scomodi, storie che parlano di identità di genere e orientamento sessuale.
- Modifiche retroattive: libri già pubblicati vengono “corretti” a posteriori per essere più inclusivi o meno offensivi. Per alcuni è aggiornamento, per altri censura mascherata.
- Censura indiretta: editori che evitano testi controversi, autori che si auto-limitano per paura di reazioni, campagne mediatiche che screditano un libro fino a renderlo invisibile.
- Decisioni locali: scuole, comuni o biblioteche che rimuovono titoli da programmi o scaffali. Una censura frammentata, ma con effetti concreti sulla formazione culturale.
Libri censurati oggi: alcuni esempi
La lista dei libri contestati è in continuo aggiornamento e dimostra che il fenomeno non appartiene al passato.
- Borderlife – Dorit Rabinyan: bandito in Israele perché ritenuto “minaccia all’identità nazionale ebraica”.
- The Handmaid’s Tale – Margaret Atwood: più volte rimosso da biblioteche scolastiche.
- American Psycho – Bret Easton Ellis: accusato di eccessiva violenza e linguaggio esplicito, soggetto a restrizioni in vari paesi.
- Gender Queer: Un memoir – Maia Kobabe: tra i più rimossi nelle scuole USA.
- Call Me by Your Name – André Aciman: bandito in alcuni distretti statunitensi.
- Nineteen Minutes – Jodi Picoult: tra i più contestati nel 2023-24, affronta una sparatoria scolastica.
- Opere di Roald Dahl: riscritte per renderle “più inclusive”, con polemiche globali.
La situazione in Italia
In Italia la censura letteraria ha radici profonde, ma oggi non si manifesta più con roghi pubblici o decreti solenni. È più sottile, insinuante, spesso invisibile.
- 2013: Sei come sei di Melania G. Mazzucco contestato nei licei per i rapporti omosessuali.
- 2015 – Venezia: il sindaco impose il ritiro di 49 libri dagli asili, tra cui Piccolo uovo (Francesca Pardi), Il pentolino di Antonino (Isabelle Carrier), Pezzettino e Guizzino (Leo Lionni).
- Michela Murgia: Stai zitta e God Save the Queer esclusi da presentazioni in scuole e parrocchie, o non inseriti in biblioteche scolastiche.
- 2022: la Lega chiese l’eliminazione del Manifesto degli Anni di Piombo dai curricula.
Ci sono anche casi più sottili: opere come il Genji Monogatari, capolavoro universale, restano poco accessibili al pubblico italiano perché disponibili solo in traduzioni datate, di fatto quasi invisibili.
Italia: leggi, limiti e casi controversi
La Costituzione tutela la libertà di stampa e nessun libro è oggi ufficialmente “all’indice”. Tuttavia, il codice penale (diffamazione, oltraggio, oscenità) può, in casi estremi, diventare strumento di censura.
Le pratiche più diffuse sono:
- Scelte scolastiche: esclusione dai programmi.
- Pressioni sociali: proteste locali che portano alla rimozione di testi.
- Stigma mediatico: polemiche che marchiano un libro come “scandaloso”, inducendo editori e librai a ridurne la diffusione.
Secondo il Rapporto UE 2024, l’Italia desta preoccupazioni per indipendenza editoriale, rappresentanza delle minoranze e libertà di stampa. Non ci sono liste nere ufficiali, ma scrittori come Roberto Saviano vengono attaccati e isolati, fino a essere ridicolizzati e percepiti come “personaggi da baraccone” al fine di togliere loro tratti umani e la rappresentazione della loro individualità come persone. Altri, come Daria Bignardi, Franco Battiato o Daniele Luttazzi, non sono censurati formalmente, ma esclusi da tv e rassegne.
Il governo Meloni ha proposto di rafforzare “valori e sentinelle culturali” per presidiare la cultura nazionale. Non è censura codificata, ma rischia di configurarsi come censura soft. In più, esistono casi di richieste parlamentari di ritiro di libri dalle scuole, citazioni di testi “scomodi” in disegni di legge sull’istruzione come esempi da eliminare, e perfino roghi simbolici o tentativi di bloccare interviste.
Libri italiani sotto attuale scrutinio (2025)
- Gomorra – Roberto Saviano: accusato di “pubblicizzare la mafia” perché la espone, e questo ha creato fastidio tanto ai criminali quanto a chi, politicamente o socialmente, non voleva che se ne parlasse in quei termini.
- Trame del tempo (Laterza): manuale scolastico attaccato per il capitolo sulle elezioni 2022.
- La Storia – Elsa Morante: esempio di classico passato da polemico a patrimonio condiviso.
- Heartstopper – Alice Oseman: contestato in biblioteca a Bologna, “non adatto ai giovani”.
- La pelle – Curzio Malaparte: condannato dal Vaticano e inserito nell’Indice nel 1950.
- Il garofano rosso – Elio Vittorini: bollato come moralmente controverso.
- Le ambizioni sbagliate – Alberto Moravia: censurato in passato per motivi di “buon costume”.
Perché la censura è una storia dell’orrore
Il proibito affascina sempre. Dietro ogni libro vietato non c’è solo la paura della carta o dell’inchiostro, ma delle idee che esso contiene: genere, identità, sessualità, potere. Idee capaci di incrinare lo status quo e di far insorgere quei “perché?” che sono già motore di cambiamento.
Ogni atto di censura è una ferita culturale: sottrae voci, limita la pluralità, impedisce a lettrici e lettori di ritrovarsi nelle storie.
Diciamolo chiaramente: quante volte avete sentito dire «volere è potere?». Una narrazione che sa di fantoccio e bugia, perché, in realtà, il potere autentico nasce dal Sapere.
E quando sai, diventi scomodo, problematico e – soprattutto – incontrollabile verso chi è prepotente, prevaricatore, violento verso gli altri e se stesso.
Conclusione con riflessione aperta
Il mito dei libri proibiti non svanisce con gli anni, perché dietro ogni proibizione c’è qualcosa da temere: libertà, verità, critica.
Oggi più che mai, è qualcosa di viscido, subdolo, talmente soft da essere poco avvertito.
E tu, se domani non trovassi più il libro che ti ha formato, lo ricorderesti come un fantasma? O crederesti di averlo soltanto sognato?
Articolo a cura di Margherita Cucinotta



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