I bibliotecari americani lanciano l’allarme: chiesti libri inesistenti, consigliati dall’intelligenza artificiale

La notizia che noi calligrafisti abbiamo deciso di riportarvi è stata scovata su un sito di una compagnia di media indipendente chiamata “404 Media” e tratta un argomento che è molto caro ai nostri lettori e molto d’interesse per la comunità di scrittori e lettori. Stiamo parlando di intelligenza artificiale e, nello specifico, vi riportiamo le dichiarazioni di un bibliotecario. 

Il bibliotecario Eddie Kristan ha detto che gli utenti della biblioteca in cui lavora gli chiedono di prendere in prestito libri che non esistono, senza rendersi conto di essere stati beffati dall’intelligenza artificiale. Questo fenomeno ha iniziato a verificarsi dall’uscita di GPT-3.5 alla fine del 2022. Ma il problema è peggiorato durante l’estate, dopo che ha ricevuto richieste per titoli falsi attribuiti ad autori reali — conseguenza di una lista di letture estive generata dall’IA e diffusa in edizioni speciali del Chicago Sun-Times e del Philadelphia Inquirer all’inizio di quest’anno. All’epoca, il freelance che aveva prodotto quella lista ha detto a 404 Media di aver usato l’IA senza verificare i risultati prima della pubblicazione della lista. 

«Abbiamo avuto persone che venivano in biblioteca chiedendo quei libri di quegli autori», ha raccontato Kristan a 404 Media. E non accade esclusivamente per i libri, le richieste riguardano anche altri prodotti. «È davvero, davvero frustrante, e ci sta facendo fare un passo indietro per quanto riguarda l’alfabetizzazione informativa della comunità

Gli strumenti di IA stanno cambiando il modo in cui gli utenti si rapportano ai bibliotecari, sia online che nella vita reale. Alison Macrina, direttrice esecutiva del Library Freedom Project, ha detto a 404 Media che i primi risultati di un recente sondaggio sulle nuove tendenze di come gli strumenti di IA stiano impattando le biblioteche indicano che gli utenti stanno diventando sempre più fiduciosi nei confronti del loro strumento o prodotto di IA generativa preferito e della veridicità dei risultati che ricevono. Ha spiegato che i bibliotecari riportano di essere trattati come robot durante le chat offerte dalle biblioteche, e che gli utenti si mettono sulla difensiva riguardo alla veridicità delle raccomandazioni ricevute da chatbot basati su IA. 

I bibliotecari che si occupano dello sviluppo delle collezioni chiedono ai fornitori di libri digitali come OverDrive, Hoopla e CloudLibrary di rimuovere i titoli generati dall’IA quando vengono individuati. Gli specialisti di settore sono chiamati a valutare i titoli richiesti dagli utenti che potrebbero essere stati scritti in parte con l’IA, senza però avere la possibilità di leggere ogni singolo titolo. I fornitori di tecnologia per biblioteche si stanno affrettando a implementare strumenti che, secondo i bibliotecari, rendono più difficile l’uso dei cataloghi.

Jaime Taylor, supervisore dei sistemi di gestione delle risorse di una biblioteca accademica presso l’Università del Massachusetts, afferma che i fornitori stanno cercando di sviluppare modalità per rilevare il linguaggio naturale da quello generato artificialmente. 

Questo è solamente un estratto e vi invitiamo a recuperare il pezzo su 404 Media (basta cliccare qui). A noi di Calligrafe importa riportare una notizia sicuramente sorprendente che ci ricorda una volta di più quanto uno strumento, potenzialmente utilissimo per l’informazione, stia rischiando di impoverire i lettori, ormai devoti a un’intelligenza artificiale generativa ancora fin troppo fallibile, e di danneggiare intellettuali e critici letterari, il cui ruolo sta venendo sostituito dai consigli delle chatbot e di strumenti simili.

Il nostro consiglio, per il momento, è di continuare a effettuare ricerche prive di margini di errore. Per essere certi delle nuove pubblicazioni, si consiglia di consultare siti di rivenditori o delle case editrici di riferimento.

Sarebbe, peraltro, interessante sapere attraverso i bibliotecari nostrani se una tale dinamica si sta già verificando anche nel nostro paese. 

Articolo a cura di Giovanni Di Rosa

FONTE: https://www.404media.co/librarians-are-being-asked-to-find-ai-hallucinated-books/

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