Intervista doppia alle curatrici della rivista Doppia Marea Giulia Savarelli e Lorenza De Marco

tra libri, visioni e onde in tempesta

Un dialogo a due voci sulla rivista fotografica e letteraria Doppia Marea

Domande di Margherita Cucinotta

Prima di entrare nel vivo dell’intervista, ci piacerebbe introdurre il progetto editoriale che curate insieme. Potete raccontarci com’è nato, quali sono le sue finalità principali e che tipo di autori e autrici coinvolge? Pensiamo sia importante dare anche ai lettori meno esperti una panoramica chiara su ciò che rappresenta.

Giulia: Innanzi tutto grazie per questa intervista! L’idea di “Doppia Marea” è nata dopo una passeggiata con Lorenza: quel giorno lei mi ha chiesto di ideare un progetto che fosse nostro, ma che potesse coinvolgere anche altri artisti come scrittori e scrittrici di narrativa e poesia e fotografi e fotografe. Dopo lunghe chiacchierate, ho proposto come titolo del progetto “Doppia Marea” (prima Lorenza me ne ha bocciati minimo cinque), due termini che volevano richiamare l’idea del doppio, di una natura meravigliosa ma anche feroce, capace di abitare l’interno e l’esterno dell’animo umano. È così che è nata la rivista, un luogo inclusivo che, ad oggi, ospita poesie, racconti, scatti fotografici, illustrazioni, rubriche e graphic novel. L’obiettivo di “Doppia Marea” è quello di creare una specie di “posto sicuro” all’interno del quale ogni artista possa esprimere sé stesso o sé stessa in tutta la sua unicità, ma anche dialogare con i colleghi e con i lettori.

Lorenza: Ciao e grazie per questa intervista! L’idea è nata dopo una passeggiata, mentre si chiacchierava di arte. Ci siamo rese conto che entrambe desideravamo creare un progetto unico, capace di accogliere, in modo autentico e senza sovrastrutture, le voci degli artisti. Così è nata l’idea di creare Doppia Marea, un luogo in cui l’arte può trovare dimora, uno spazio protetto per chiunque desideri mettersi in gioco e dare alla luce il proprio sentire.

Come nasce il progetto editoriale di Doppia Marea? Cosa vi ha spinte a creare una collana letteraria che intrecciasse parola e immagine?

Giulia: Trovo giusto che ogni artista abbia la possibilità di esprimersi attraverso le sue personali modalità, sempre considerando che stiamo parlando di fogli di carta e di ciò che questi possono ospitare. Inoltre, penso che immagini e parole si compensino a vicenda, aiutando il lettore a districarsi negli universi ricchi di natura e incanto che ogni numero di “Doppia Marea” vuole regalare.

Lorenza: Crediamo nel potere salvifico della parola e dell’immagine, due mezzi espressivi fondamentali, capaci di mostrare al lettore l’animo dell’artista. Volevamo che Doppia Marea si avvalesse di ogni forma d’arte, perché ogni artista potesse esprimere sé stesso senza argini a reprimere il flusso dell’emozione.

La parola “doppia” richiama il doppio, la dualità, il confine. Che significato ha per voi, sia a livello tematico che personale?

Giulia: Non credo esista una “sola natura” o comunque un solo modo per approcciarsi ad essa. Natura sono i boschi, il mare, i laghi, i fiumi che ci circondano, ma natura è anche l’essere umano stesso e tutto ciò che è racchiuso all’interno del suo animo. Penso alla natura come qualcosa che esiste fuori e dentro le persone e che con esse si amalgama e si intreccia in ogni momento.

Lorenza: Credo che l’essere umano abbia più parti in sé, e non dovrebbe mai reprimere la propria natura, ma osservarla nella sua interezza, senza giudizio. Ogni persona è doppia, ha più lati e l’arte ci permette di vederli con cura, dando a essi lo spazio che meritano.

Il primo volume di “Doppia Marea” ha aperto il dialogo tra dentro e fuori, tra intimo e collettivo. In che modo il secondo volume Magia e Folklore si collega al primo? Che cosa è cambiato nella vostra visione o nel vostro modo di curare?

Giulia: Il primo numero, chiamato tra me e Lorenza anche “Numero 0”, voleva essere una sorta di invito ampio e non troppo specifico a indagare il concetto di natura fuori e dentro l’essere umano. “Magia e Folklore” sono invece due argomenti che a me stanno particolarmente a cuore e che ho proposto di indagare all’interno del secondo volume. La magia e il folklore sono qualcosa che si riallaccia alle nostre radici, alle storie antiche, intrise di natura e di mistero. Ho pensato che fosse una bella idea riscoprire la natura attraverso miti, leggende, luci, ombre e creature magiche e misteriose.

Lorenza: Se il primo numero voleva indagare il concetto di natura, dentro e fuori l’essere umano, in modo più generico, lasciando maggiore apertura nell’interpretare il tema; stavolta abbiamo scelto un argomento più specifico, che potesse dare verbo a un sentire atavico. Il folklore è qualcosa che fa parte delle nostre radici culturali, qualcosa da preservare, di intimo. La magia è tutto ciò che ci circonda, la natura, i piccoli gesti a cui non prestiamo dovuta attenzione. Li abbiamo fusi per dare vita a un numero ancora più originale del primo, fiduciose che gli artisti avrebbero creato opere splendide, capaci di ammaliare il lettore e condurli in universi fantastici e sorprendenti. Così è stato.

Nel primo volume avete tracciato una rotta tra l’intimità e il vasto, tra emozioni e paesaggi interiori. Oggi, con Magia e Folklore, ci portate nel simbolico e nell’archetipo. Dove sta, secondo voi, la continuità tra i due volumi? E dove invece il cambiamento?

Giulia: Come detto in precedenza, sono molte le leggende del folklore che si intersecano con la natura. Basta pensare alle creature dei boschi (come ad esempio l’Uomo Verde), a ciò che si cela tra le onde del mare (come nel caso di Scilla e Cariddi) e così via. In questo secondo volume umanità e mostruosità, natura meravigliosa e segreta, diventano una cosa sola, un unico mondo doppio e allo stesso tempo condiviso, all’interno del quale il lettore può immergersi e sognare.

LorenzaI due volumi sono legati al filo rosso della natura e del doppio. Gli artisti, nel secondo volume, hanno messo in relazione la magia e il folklore alla bellezza della natura, e hanno poi sapientemente intrecciato la realtà alla fantasia, unendosi al tema del doppio.

Nel volume « Magia e Folklore » convivono poesia, prosa, fotografia e graphic novel. Come avete lavorato alla composizione del libro? Ci sono state visioni diverse da conciliare?

Giulia: No, anche durante la scelta degli elaborati (sempre supervisionata da una giuria competente) ci siamo trovate molto d’accordo. Le richieste di collaborazione sono sempre più numerose e, purtroppo, una collana del genere deve operare una stretta selezione che, generalmente, si avvale di alcuni punti fermi come ad esempio aderenza al tema proposto, qualità e capacità di far emozionare il lettore. Mi piace ricordare che, per coloro che fossero stati esclusi da un numero di “Doppia Marea”, le porte rimangono sempre aperte per la call successiva.

Qual è stata la sfida più grande nella cura di questo secondo volume?

Giulia: Forse proprio dover “dire no” a chi ha proposto il loro lavoro. Essendo entrambe artiste, sappiamo benissimo quando ogni elaborato racchiuda in sé amore, dedizione e, certe volte, anche fatica. Un’altra sfida è quella di rendere il volume il più perfetto possibile, attraverso un meticoloso lavoro di editing, correzione di bozze, impaginazione, sempre tenendo conto che siamo esseri umani e che la perfezione assoluta non è di questo mondo.

LorenzaLa selezione, sicuramente! Non è semplice rifiutare un’opera. Proviamo grande empatia nei confronti dell’autore: sappiamo quanto impegno e amore c’è dietro ogni progetto e quindi ci dispiace sempre non poter selezionare tutti. Ma il lavoro di un curatore, ahimè, è anche questo: saper essere razionali e oggettivi. Un’altra sfida, come diceva Giulia, è sicuramente editare, correggere, ricontrollare tutto, impaginare e, infine, gestire le mail e i canali social. Dietro Doppia Marea c’è un grandissimo impegno e fatica, ma curiamo il progetto con amore perché crediamo nell’arte e nelle persone, nella loro capacità di creare bellezza, cullare le storture della società attraverso le arti.

Lavorate insieme, ma venite da percorsi diversi. Come si incontrano le vostre sensibilità nel progetto editoriale comune?

Giulia: Lorenza ed io proveniamo da due regioni diverse (Toscana e Calabria) e da studi differenti, anche se entrambe abbiamo scelto facoltà umanistiche. È proprio questo che ci accomuna: l’amore per la lettura, la scrittura, l’arte. Ma anche la voglia di scoprire nuovi autori e autrici, per creare con loro un dialogo duraturo e immersivo. Ovviamente anche il modo di vivere e di scoprire la bellezza della natura è stato un input essenziale per la nascita (e la crescita) del progetto di “Doppia Marea”.

Lorenza: Siamo amiche, innanzitutto. E questo fa la differenza quando si gestisce un progetto. Se c’è stima reciproca e affetto è più semplice lavorare assieme. Poi siamo molto legate da un sentire comune: crediamo entrambe nella magia della scrittura e sosteniamo da sempre l’importanza di non ridurre l’arte all’élite, a poche persone privilegiate, ma di renderla accessibile a tutti, senza distinzioni e atteggiamenti giudicanti. Abbiamo sempre voluto creare un dialogo saldo ed empatico con gli artisti e, secondo me, ci siamo riuscite.

Domanda personale per ciascuna:

  • Giulia, hai attraversato diversi linguaggi – dalla narrativa alla fotografia – e collabori con progetti editoriali e culturali molto eterogenei. In che modo convivono dentro di te la scrittrice, l’editor e la fotografa? C’è una forma espressiva che senti più urgente delle altre, in questo momento?

Giulia: Scrittura e fotografia sono due arti attraverso le quali io cerco di parlare agli altri, senza costringere nessuno a starmi a sentire, ma sussurrandogli all’orecchio che ho qualcosa da raccontare. In questo senso, scrittura e fotografia sono una faccia della stessa medaglia, il giorno e la notte che completano il mio piccolo mondo. Attraverso l’editing espando questo concetto verso l’esterno: aiuto altri scrittori o scrittrici a esprimere loro stessi/e al meglio, per arrivare a lettori e lettrici che possano apprezzare i loro lavori. Non esiste un’arte che possa prevaricare l’altra, almeno in questo momento: scrittura e fotografia si intrecciano quasi sempre, come è accaduto su “Doppia Marea” e sulla mia ultima raccolta di racconti Il bar delle bambole rotte.

  • Lorenza, dalla scrittura per l’infanzia alla divulgazione su Instagram, fino all’attività editoriale: il tuo percorso sembra muoversi con naturalezza tra mondi diversi. Cosa ti guida nel tenere insieme il lavoro culturale e l’espressione personale, tra scrittura, attivismo e comunità?

Lorenza: Sono tutte parti di me. Io sono artista, attivista e, soprattutto, editor. Ho sempre amato scrivere e aiutare gli altri. Sono devota alla scrittura e alle persone. E credo che questo abbia influito sulla scelta del mio mestiere. Io mi esprimo attraverso la scrittura che diviene lo strumento principale per far sentire la voce di chi non ne ha mai avuta una; e la mia attività editoriale – come editor e coach di scrittura – è un modo per dare vita ai sogni degli artisti, essere per loro casa e guida capace di sostenerli nel processo creativo.Mi guida l’amore e la passione per i libri, l’arte e la scrittura. Senza la creatività non sarei realmente me stessa, sono la mia vita e non esagero nell’affermarlo.

L’immaginario visivo è parte integrante della collana. Come scegliete le immagini, le illustrazioni, i toni visivi da abbinare ai testi?

Giulia: Così come per le poesie e i racconti, vi è un’attenta selezione per quanto concerne gli scatti fotografici, le illustrazioni e le tavole che compongono una graphic novel. Ogni immagine viene poi inserita là dove ci sembra più opportuno, trovando spazio tra le parole.

Lorenza: Attraverso una selezione oculata e precisa, scegliamo gli scatti o le illustrazioni più in linea con il tema proposto e attinenti alle regole del bando. Ogni decisione è presa con cura, per garantire al pubblico la migliore esperienza di lettura.

Il vostro lavoro coinvolge molte voci autoriali. Quali sono i criteri con cui selezionate testi e autori/autrici?

GiuliaCome detto in precedenza, ci avvaliamo di una giuria competente che ci affianca, nonché di tutto il team di Tempra Edizioni, che cogliamo l’opportunità di ringraziare. Ogni autore o autrice può sottoporci i suoi elaborati durante le varie call che si aprono (generalmente una volta all’anno) e poi non resta che incrociare le dita!

Lorenza: Le opere devono essere attinenti all’argomento e avere un forte impatto emotivo. Poi siamo guidate da una giuria esterna e dall’esperto team di Tempra Edizioni, casa editrice che stimiamo molto. Fra poco sceglieremo il nuovo tema, non vi resta che seguirci sulla pagina Instagram @doppiamarea!

Se qualcuno volesse partecipare a una delle vostre raccolte, come funziona? Dove ci si può candidare e dove è possibile trovarvi?

Giulia: Per candidarsi è essenziale attendere le call che pubblichiamo sul profilo Instagram ufficiale, ovvero quello di @doppiamarea. Non è possibile inviare spontaneamente gli elaborati, perché ogni volume di “Doppia Marea” (che potrà essere cartaceo o digitale) tratterà una tematica leggermente differente, anche se il filo conduttore sarà sempre una doppia visione della natura. Per qualsiasi domanda, si può comunque scrivere a doppiamarea@gmail.com. 

Lorenza: Esatto, vi esortiamo a seguirci sulla nostra pagina ufficiale! Lì trovate tutte le informazioni e gli aggiornamenti in tempo reale.

Quali sono, secondo voi, le caratteristiche che rendono un testo efficace all’interno di una raccolta come quelle che curate?

Giulia: Stiamo parlando di un prodotto editoriale, quindi è essenziale che gli elaborati siano ben scritti o prodotto, che rispettino le linee guida della call e che siano in grado di emozionare i giurati (attenzione, certe volte sono molto severi!)

Lorenza: L’elaborato deve essere ben curato, di alta qualità e valore. Quindi è importante che sia scritto correttamente e mai in modo troppo semplice o banale. È bene che susciti una forte emozione nel lettore, o che veicoli un messaggio concettualmente denso.

Quali sono gli errori più comuni che incontrate nei testi che valutate?

Giulia: Per quanto riguarda i testi (di poesia e di narrativa), sono i molti refusi o trame non troppo solide. Per quanto concerne le immagini (illustrazioni e fotografie), molte di quelle che ci giungono non rispettano la tematica espressa nel bando.

Lorenza: Purtroppo, per ciò che riguarda le immagini – tanto illustrazioni che fotografie – l’errore riguarda il fatto che non rispettino il tema scelto e presente nel bando. Spesso ci vengono mandate opere intrise di bellezza ma lontanissime dall’argomento scelto o dai formati richiesti. Quanto ai testi, invece, spesso hanno una struttura – specie nella formulazione degli atti – molto debole e poco chiara.

Dopo due volumi, che direzione immaginate per Doppia Marea? Avete già idee per un nuovo numero, o sentite il bisogno di esplorare altri territori?

Giulia: Non possiamo dare troppi spoiler ma… ne stiamo parlando. Vogliamo goderci l’aria e il sole estivo, per tornare in autunno con una nuova call accattivante!

Lorenza: Sicuramente giungeranno novelle! Per il momento ci prendiamo una pausa estiva, per arrivare all’autunno cariche di idee.

Oltre alla collaborazione per “Doppia Marea”, state portando avanti progetti personali.

  • Giulia, su quali iniziative (editoriali, video, workshop) stai lavorando adesso?

Giulia: Continuo la mia attività di editor e di Ghostwriter per diverse realtà italiane, ma non solo. A settembre vedrà la luce la mia nuova raccolta di racconti e poesie, corredata dalle illustrazioni di Eleonora Cataldi e Barbara Aimi (due volti ben noti su “Doppia Marea”). Per la prima volta pronuncio il titolo della raccolta: L’attimo selvatico, che verrà pubblicata da Vintura Edizioni. Allo stesso tempo, sto lavorando a un romanzo, ma è ancora presto per dire altro a riguardo.

  • Lorenza, quali sono i tuoi attuali progetti come editor o autrice?

Lorenza: Ho appena pubblicato, insieme alla mia amica Lisa Pitrolo Savà, la silloge femminista Corpo Poeta (Dialoghi Edizioni). Sono molto emozionata e non vedo l’ora di poter presentare l’opera. Io e Lisa vogliamo dare voce alle donne, raccontare temi stigmatizzati dalla società. Inoltre, sarò giurata per la sezione poesia del festival Book Fair, e questo mi rende molto felice. Spero di poter dare il mio contributo al meglio, e far conoscere al pubblico nuovi poeti. Infine, continuo la mia attività come editor e coach di scrittura per case editrici e associazioni culturali. Credo molto nel mio lavoro e per me è fonte di orgoglio aiutare gli autori a pubblicare e scrivere romanzi di valore.

Ho notato che ogni edizione di Doppia Mare ha una citazione per presentarla ai lettori. Se doveste scegliere una citazione che rappresenti la vostra anima, quale sarebbe?

Giulia: Pedro Calderón De La Barca

¿Qué es la vida? Un frenesí.

¿Qué es la vida? Una ilusión,

una sombra, una ficción,

y elmayorbien es pequeño;

quetoda la vida es sueño,

y lossueños, sueños son.

Lorenza: Userei una poesia della mia amatissima Patrizia Cavalli.

“Cosa non devo fare

per togliermi di torno

la mia nemica mente:

ostilità perenne

alla felice colpa di essere

quel che sono,

il mio felice niente.”

Doppia Marea volume 2

« Magia e Folklore »

a cura di G.Savarelli e L. De Marco

Editore: Tempra

Collana: Doppia marea

Data di Pubblicazione:21/03/2025

ISBN:1280036370

Pagine: 136

Formato: brossura         

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Le Curatrici:

Giulia Savarelli

(Castiglion Fiorentino, 1990) è laureata in Letterature e traduzione interculturale presso l’Università di Roma Tre. Vive a Cosenza, dove insegna lingua, letteratura e cultura spagnola e collabora in qualità di editor e correttrice di bozze con diverse realtà editoriali italiane. Autrice di vari racconti, romanzi e poesie, collabora con riviste letterarie “22 pensieri” (Chance Edizioni), “N2”, “Fifteen” e “TopsyKretts”. È cofondatrice della raccolta artistica “Doppia Marea” e gestisce le pagine Instagram @vulpes_in_fabula_ e @fotoresi. Le sue ultime pubblicazioni sono i romanzi Vic, dopo la tempesta; Giunio, di giugno; Chiuso (Edizioni Effetto) e la raccolta di racconti, fotografie e illustrazioni Il bar delle bambole rotte (Vintura Edizioni).

Lorenza De Marco

Classe ’95, calabrese, è laureata in Lettere e Beni Culturali e Filologia Moderna. Lavora come editor e coach di scrittura freelance per case editrici e autori. Collabora come articolista per riviste online e magazine. Gestisce il profilo Instagram @leultimeletteredi dove parla di letteratura al femminile, editoria e scrittura. Ha pubblicato Storie per bambini svegli (PAV) ed è co – ideatrice di Doppia Marea, collana fotografica – letteraria. È co – autrice di Corpo Poeta, silloge femminista edita da Dialoghi Edizioni. Ha vinto il premio Miglior Cura Editoriale nell’estate del 2024 rilasciato dalla Biblioteca Suore Montevergine. È membro del centro studio Bibliophiles e della Associazione Fata Morgana.

Intervista a cura di Margherita Cucinotta

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